Contenuto riservato agli abbonati

Modena, minacce e cazzotti: far west in azienda

Prima intimidazioni a un dipendente, poi botte da orbi con sangue sul pavimento: in due all’ospedale. Indaga la Procura

MODENA. Aperte intimidazioni e anche botte, lì sul posto di lavoro. È allarme per quanto accaduto nelle ultime due settimane all’interno del sito di Sda Express Courier di via Della Costa 270, a Modena, dove si è assistito a un’escalation di violenza, verbale e fisica, con intervento di polizia e carabinieri, gente finita all’ospedale e denunce.

A sollevare il caso e la Filt Cgil di Modena, riaccendendo ancora una volta i riflettori sul mondo dei corrieri dopo il caso dei furgoni bruciati alla Tnt, nel maggio 2018. Da tempo ci sono segnalazioni di clima teso, ma mai si era arrivati a tanto. Il primo episodio il 26 gennaio: da quanto appurato dal sindacato, un giovane di nazionalità straniera addetto al magazzino (quindi non dipendente Sda ma di una ditta esterna in appalto) ha minacciato un dipendente diretto Sda che insisteva per fargli indossare la mascherina in stabilimento. Robe del tipo “ti aspetto fuori”, che hanno fatto finire il diretto interessato in ospedale con una crisi d’ansia. Alla fine poi se l’è messa la mascherina, ma i toni sono stati tali da fare intervenire la polizia, e la Cgil ha indetto immediatamente un’assemblea sindacale.


Il secondo episodio il 3 febbraio, giovedì scorso, quando due addetti al magazzino sempre stranieri (entrambi in appalto dunque, e non dipendenti Sda) sono arrivati alle mani: una scazzottata con tanto di schizzi di sangue sul pavimento. Il malcapitato anche qui è finito in ospedale con lesioni da diversi giorni di prognosi. Sul posto i carabinieri e l’Ispettorato del lavoro. Il motivo della sfuriata è in accertamento, si sospetta una resa dei conti interna per motivi legati all’organizzazione del lavoro. La dinamica verrà accertata dalla Procura, con le conseguenze penali che ne conseguono.

Dal punto di vista lavorativo, la gravità dell’accaduto è ai massimi livelli. La Filt Cgil di Modena sottolinea di aver espresso da tempo alla direzione aziendale «le proprie forti preoccupazioni riguardo la gestione del sito ed episodi di criticità che sono sfociati in tali gravissimi fatti. Si tratta di eventi che non hanno diritto di cittadinanza all’interno di alcun luogo di lavoro e che sono sintomo di una situazione di gestione interna del magazzino che appare per certi versi fuori controllo, nella quale si configurano azioni di mancato rispetto delle normative su salute e sicurezza, gestione gerarchica e padronale dei rapporti di lavoro e, pare, comportamenti ambigui anche sul piano extra-lavorativo».

Ci sono già stati segnali importanti: i due aggressori sono stati entrambi sospesi dalla loro azienda in via cautelativa. La Sda da parte sua ha messo persone a controllo degli accessi e del lavoro in magazzino. «Vedremo come evolve la situazione – chiosa la Cgil – noi continueremo a monitorare con la massima attenzione. È necessario però che gli organi ispettivi competenti accendano un faro specifico sulla situazione del comparto logistico, per riportare piena legalità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA