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Modena, aperitivo no-green pass, aumentano le denunce

Chiuse le indagini sull’evento che sabato scorso aveva portato 200 persone a mangiare e bere sulla Preda Ringadora

Manifestazione non autorizzata, assembramento e violazione del regolamento comunale per i profili di tutela del patrimonio artistico della piazza. Insomma, patatine e spritz sulla Preda Ringadora non si può fare.

Si sono chiusi così gli accertamenti della polizia di Stato avviati a seguito del primo “Aperitivo della libertà” che si è svolto sabato scorso in piazza Grande. Completate in Questura le notifiche degli atti relativi al deferimento dei promotori, dal momento che la manifestazione è stata convocata in una delle piazze del centro storico interdette e senza regolare preavviso. È infatti tuttora vigente l’ordinanza prefettizia che interdice dal primo dicembre scorso via Emilia centro e alcune piazze del centro storico a ridosso della stessa via, tra cui piazza Grande, per lo svolgimento di manifestazioni di protesta, alla luce dell’emergenza sanitaria. La polizia locale, che ha proceduto per le sanzioni per assembramento, sta notificando anche la violazione del Regolamento comunale per i profili di tutela del patrimonio artistico della piazza.


Una chiusura degli accertamenti che ha portato a un aumento delle denunce e delle multe comminate, mentre all’indomani dell’evento erano già scattate cinque denunce e una quarantina di sanzioni. Tornando all’evento di sabato, in piazza Grande si erano radunate tra le cento e le duecento persone. Tra i motivi che hanno portato alle denunce, come notificato dalla Questura, c’è stata dunque la «violazione dell’ordinanza prefettizia interdittiva emessa in costanza di emergenza Covid tuttora vigente», ma anche «le contravvenzioni al Tulps connesse». Si tratta prima di tutto dei promotori che hanno dato vita all’evento, e in particolare «l’attivista che aveva divulgato l’evento sui social negli scorsi giorni e che, dopo essere stata diffidata dalla Questura, si era affrettata a comunicare di aver revocato la manifestazione e di aver rimosso le relative locandine dai siti». Ciononostante, la donna era presente all’evento. Ai promotori viene contestato il reato di manifestazione non autorizzata, poiché è vero che fare un aperitivo non è reato, ma è altrettanto evidente che l’azione di sabato scorso, visti i numeri, era stata pianificata ed è stata ritenuta una manifestazione di protesta e quindi soggetta ad autorizzazione. Le sanzioni, invece, sono state emesse per il mancato rispetto del distanziamento e uso della mascherina che, in caso di assembramento, è ancora obbligatoria anche all’aperto.

Una buona parte dei no-green pass e no-vax arrivava da Reggio per dare manforte al movimento modenese, che nelle ultime settimane aveva fatto registrare numeri molto ridotti. Una sorta di “alleanza” del Secchia per rinvigorire le fila geminiane. Lo spettacolo, tuttavia, non è stato apprezzato, in primis per l’uso della Preda Ringadora: un monumento caro a tutti i modenesi e trasformato in bancone in cui appoggiare birre e patatine. Inoltre, le forze dell’ordine sono state affrontate a muso duro poiché chiedevano i documenti con l’intento di capire chi avesse organizzato il tutto.



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