Contenuto riservato agli abbonati

Maranello Dal Messico all’Alaska in bici «Anche così si parla di diabete»

Anacleto Zanfi e Antonio Tavoni pedaleranno per oltre 2mila chilometri La staffetta, che attraverserà gli Stati Uniti, vuole sensibilizzare sulla malattia

MARANELLO. Hanno contattato persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i ciclisti che parteciperanno all’iniziativa “In viaggio… Verso l’Alaska”, una staffetta dal Messico all’Alaska a cura della associazioni “Ancora in Viaggio Diabetes no limits e Povertà no limits” e Associazione Nazionale italiana atleti diabetici per sensibilizzare sul diabete. Il tutto in memoria di Mauro Talini, un ciclista diabetico morto nel 2013 in un incidente in Messico proprio mentre in sella alla sua bici cercava di dimostrare come la malattia non fosse necessariamente un limite.

E i due maranellesi Anacleto Zanfi e Antonio Tavoni che prenderanno parte alla tappa da Salt Lake City in Utah (Usa) fino a Calgary (Canada) per un totale di 2303 chilometri, hanno iniziato gli allenamenti in questi giorni per prepararsi a questa avventura che sta assumendo dimensioni sempre più importanti: la loro tratta è in programma dal 24 maggio al 13 giugno.


«Saremo dieci ciclisti, tra cui due messicani che percorreranno la prima tappa. Abbiamo chiesto il patrocinio di ogni Comune di residenza dei partecipanti, e Maranello ci ha appoggiati. Allo stesso modo, abbiamo chiesto il patrocinio della Federazione ciclistica italiana».

Ma si è guardato ancora più in alto: «Sì – ride Anacleto – è stato richiesto anche al presidente della Repubblica. Dicono si faccia così, ma non so se ha già risposto». Fervono i preparativi per la staffetta che prenderà il via il da Trincheras in Messico per poi concludersi a Prudhoe Bay, in Alaska, dopo cinque tappe e quasi 10mila chilometri percorsi. Anacleto e Antonio, rispettivamente “Cleto” (o “il nomade) e “Tony” per gli amici, di chilometri ne percorreranno oltre 2mila, suddivisi in 19 tappe da circa 115 chilometri l’una.

«Abbiamo cominciato con gli allenamenti – dice Cleto – che significa andare in bicicletta almeno due o tre volte alla settimana, facendo delle uscite abbastanza lunghe. La nostra tratta non ha salite estreme, ma pedaleremo sette o otto ore al giorno». Insomma, occorre abituarsi a stare in bicicletta il più possibile. Non che per Zanfi, che è co-fondatore di uno dei gruppi mountain bike più longevi, il Tagliatino Mtb di Maranello nato nel 1989 e ancora attivo, questa sia una novità. Anche Antonio Tavoni, cicloviaggiatore dal 2017, di chilometri sulle due ruote a pedali ne ha macinati.

Certo questo viaggio presenta varie sfide, a partire dai bagagli che i ciclisti dovranno portare con sé. «Abbiamo una sistemazione particolare dei bagagli, per questo è nostra intenzione provare a pieno carico le bici per non farci trovare impreparati. Andremo via un paio di giorni proprio per testare questo aspetto». I due maranellesi pedaleranno intorno ai 1700/1800 metri di altitudine, con delle punte intorno ai 2500 metri: «Il clima che c’è adesso qui – dice Anacleto – potrebbe ricalcare quello che incontreremo nella nostra tratta della staffetta».

Per ogni tappa i ciclisti viaggeranno in coppia e un giorno prima di ogni partenza ci sarà il passaggio di testimone. I due maranellesi hanno ancora tre mesi per allenarsi, mentre la prima tappa prenderà il via il 10 aprile; qualche giorno prima, il 6 aprile, i ciclisti saranno con le loro biciclette a Roma, al Coni, per presentare l’iniziativa e ci sarà anche il presidente del Coni Giovanni Malagò.

© RIPRODUZIONE RISERVATA