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Marano. Le opere in sasso sul fiume entrano nel mirino dei vandali

Alcune creazioni di Massimo rovinate da ignoti Le azioni si ripetono da tempo, ma l’artista ambientalista continua a sistemarle

MARANO. Le opere d’arte a ridosso del fiume Panaro sono entrante nel mirino di alcuni maleducati. Da un po’ di tempo a questa parte le creazioni di Massimo, capace di sfruttare al meglio i sassi che il Panaro offre, sono regolarmente abbattute da qualcuno, sembra da ragazzi giovanissimi. In particolare sono state rovinate le opere più comode da raggiungere, dunque non quelle che si trovano proprio vicinissime al corso d’acqua.

Così è andato distrutto, per l’ennesima volta, quello che ormai era stato ribattezzato come “giardino Zen”. Massimo, in quest’ultimo periodo, si è sempre adoperato per risistemare le sue opere che ormai sono diventate una vera e propria attrazioni per i maranesi e non solo. Molte persone, infatti, “armate” di macchina fotografica hanno avuto modo di visitare la zona del parco fluviale a Marano dove sono ben visibile varie creazioni. Un effetto ottico niente male che, qualche “furbetto”, ha deciso di mettere a rischio.


Si diceva, però, del lavoro di Massimo che di recente si è impegnato per ripristinare quanto quei vandali avevano rovinato. Un’operazione che, al momento, si è comprensibilmente interrotta. Facile intuire i motivi: la fatica per ripristinare le opere resa vana dai vandalismi continui.

Nelle scorse ore, tra l’altro, sono stati diversi i cittadini che hanno postato le foto dei danni alle opere del fiumi. Tutti indignati dall’azione di alcuni ignoti. Lo stesso Massimo, poi, ha fatto sapere che queste azioni erano già a lui note e che continuavano ormai da diversi giorni. A farne le spese, come detto, è stato il “giardino Zen”, una composizione capace di accogliere non solo i sassi del fiume, ma anche dei pezzi di legno recuperati nella vegetazione (ovviamente non tagliati, ci mancherebbe). Un vero e proprio sito di “Land art”, pratica sempre più in voga, che ha trovato spazio vicino al Panaro al parco fluviale di Marano.

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