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Mirandola. Operaio cadde dal tetto e rimase paralizzato: risarcito per 1,5 milioni

Mirandola. È caduto da un’altezza di oltre dieci metri mentre effettuava una riparazione, riportando lesioni che gli hanno provocato la paralisi alle gambe. Ha ottenuto un maxi risarcimento, ma che non potrà mai ridargli la sua vita di prima.

La storia riguarda un 35enne rumeno che il 27 maggio 2017 è rimasto coinvolto in un drammatico incidente mentre lavorava sul tetto di una ditta biomedicale di Mirandola, per una riparazione. Tutto successe in un attimo, mentre si trovava sul lucernario, che non resse al peso. L’impatto al suolo fu terribile: portato con l’elicottero in ospedale per lesioni che apparvero subito gravissime, il 35enne rimase a lungo ricoverato, ma alla fine riuscì a salvarsi. Ma perse appunto l’uso delle gambe. A seguito degli accertamenti effettuati sull’incidente sul lavoro la ditta per cui lavorava gli versò un risarcimento da un milione e mezzo di euro, legato alla sua condizione di invalido permanente.


Il processo però è andato avanti lo stesso, e vede imputati il titolare della azienda sub appaltatrice, per cui ieri sono stati chiesti due mesi di carcere, il titolare e il coordinatore per la sicurezza, per i quali il pm ha chiesto un mese e venti giorni. La sentenza è prevista per il prossimo 12 aprile. Da quanto emerso, l’operaio stava lavorando sul tetto dell’azienda biomedicale che stava ristrutturando, quando durante uno spostamento da una parte all’altra mise i piedi su un lucernario che, per cause in accertamento, non presentava la rete di protezione che doveva essere allestita a quanto pare da una ditta che aveva effettuato lavori precedenti. Cedette subito, e la caduta fu terribile: se l’impatto fosse stato diverso poteva essere un incidente mortale.