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Modena, lite in un locale: «Ferito alla testa da un buttafuori»

L’episodio al NotteTempio poco prima della chiusura. I gestori: «Ci sono stati insulti razzisti ma la violenza non è tollerabile»

MODENA. Aggredito da un buttafuori all’interno della discoteca NotteTempio. L’episodio, risalente alla notte tra venerdì 4 e sabato 5 marzo, è stata denunciato ai carabinieri da Nicolò Franco, modenese classe 1999.

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«Trovo totalmente folle che una persona esca di sera per andare a ballare con i suoi amici e torni a casa la mattina con un taglio in testa di 6 cm dopo essere stato al pronto soccorso” – commenta il 22enne, che incontriamo nello studio del legale a cui ha deciso di affidarsi. Lì ci mostra il referto medico del pronto soccorso: 10 giorni di prognosi per “trauma cranico minore e ferita lacero-contusa della fronte”».


«Al termine mi toglieranno i punti dopodiché dovrò effettuare visite specialistiche e probabilmente un intervento estetico perché mi hanno già detto che questa cicatrice rimarrà», spiega Franco. Stando al racconto del giovane, erano da poco passate le 4 al circolo di via Nicolò Biondo quando gli è stato servito il cocktail che aveva appena pagato in cassa. Il tempo di bere un sorso e sarebbe stato avvicinato da un addetto alla sicurezza che gli avrebbe intimato di uscire dal locale, oramai in chiusura.

«Non ero l’ultimo rimasto all’interno, c’erano ancora abbastanza persone, di conseguenza io ho risposto che avrei finito il drink e poi sarei uscito – riporta il 22enne - lui allora, con tono già agitato, mi ha intimato una seconda volta di uscire dal locale e io gli ho ripetuto che avrei terminato il drink e poi sarei uscito. Avevo, penso, tutto il diritto di finire quello che avevo ordinato».

«A quel punto, in un momento in cui non stavo guardando, mi ha colpito con un bicchiere da cocktail – continua Franco, che specifica di avere scoperto soltanto in un secondo momento, grazie ad alcuni testimoni, l’oggetto con il quale il suo aggressore lo avrebbe colpito alla fronte. Chi era presente mi ha detto che subito dopo c’erano dei vetri per terra. Successivamente sono dovuti intervenire degli altri addetti alla sicurezza per fermare il loro collega perché a quanto pare avrebbe continuato nella sua azione. Il gestore del locale e altri del personale mi hanno dato le prime cure dopodiché una persona che lavorava all’interno del locale mi ha trasportato al pronto soccorso».

Quella notte il giovane non ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine ma in caserma dei carabinieri si è presentato il lunedì mattina, referto medico alla mano, per sporgere regolare denuncia. «Il mio assistito ha appreso che nel locale c’è un sistema di videocamere a circuito chiuso e quindi ho chiesto di poter acquisire copia delle registrazioni – dice il suo legale – accanto a un rilievo penale a mio sommesso parere esiste anche una responsabilità civile per omissione da parte del locale in quanto la condotta si è consumata al suo interno. Nel momento in cui io, gestore del locale, individuo il mio personale, ho anche una responsabilità rispetto alle sue azioni. Questo grave episodio deve far riflettere i gestori di locali sul fatto di selezionare con più cura il proprio personale perché tali condotte non sono tollerabili».

Dello stesso avviso è il 22enne: «Penso che bisogna fare più selezione, ci vuole più sicurezza, perché la gente esce per divertirsi e non per tornare a casa ammaccata». Una volta contattati per commentare l’episodio, i due gestori del locale Alessandro Anania e Antonio Casolari Colosi forniscono una versione ben diversa delle circostanze che avrebbero portato il buttafuori a colpire Franco davanti al bancone dopo la ripetuta richiesta di uscire dal locale: «Abbiamo avviato un’indagine interna fra gli associati per determinare cosa effettivamente sia successo e le motivazioni che hanno portato questa persona ad aggredire Nicolò Franco. Da una prima sommaria indagine è emerso che si è trattato di una reazione violenta alle continue e ingiuriose frasi a sfondo razziale che Nicolò Franco avrebbe rivolto al ragazzo, che ha reagito in maniera istintiva dopo che per diversi minuti - questo è quello che raccontano le persone lì presenti - si è preso queste tipologie di offese in faccia». A questo punto domandiamo loro se il buttafuori (che in qualità di socio del circolo è stato momentaneamente sospeso, così come il 22enne) ha denunciato i presunti insulti razziali e ci rispondono di non saperlo con certezza: «So che c’è l’intenzione di denunciare – dice Anania». E ancora: «Vi è una movimentazione all’interno delle persone che lavorano insieme a lui e c’è grossa indignazione per questi atteggiamenti razzisti, al di là dell’episodio di violenza che noi come associazione non tolleriamo e condanniamo fermamente. Siamo un’associazione dedita all’avvicinamento di culture ed etnie diverse, ospitiamo eventi che variano completamente per sfondo musicale e tipologia di associati. Sicuramente non possiamo tollerare nel 2022 episodi di razzismo ma dall’altro punto di vista non possiamo nemmeno tollerare reazioni violente. Noi come associazione condanniamo entrambi i comportamenti, se le indagini confermeranno che le cose si sono svolte in questo modo. Aspettiamo l’esito delle indagini».

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