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Giacomo Morandi saluta Modena e diventa vescovo a Reggio Emilia

Il corteo partirà dalla casa dei genitori e attraverso Rubiera raggiungerà la sede La cerimonia sarà aperta da don Erio che leggerà la lettera di nomina papale



MODENA. Un’intera giornata di festa inclusiva, che porterà a Reggio folte delegazioni - la più nutrita da Modena, sua città natale - e alti prelati da Roma e da tutta Italia. Reggio scalda i motori: domenica Giacomo Morandi, prenderà possesso della Chiesa nostrana diventando l’arcivescovo e vescovo di Reggio Emilia-Guastalla. Arcivescovo, infatti, perché manterrà il titolo derivante dal suo precedente incarico di sei anni alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede.


La complessa macchina organizzativa si è messa in moto da mesi, ogni parrocchia è stata coinvolta e ormai è tutto pronto per quella che si preannuncia come una cerimonia solenne, studiata nei minimi dettagli e dai numeri impressionanti. Il fitto programma – illustrato ieri da monsignor Alberto Nicelli, vicario generale e traghettatore del periodo di interregno, e don Matteo Bondavalli, direttore dell’ufficio liturgico diocesano – prevede due momenti: al mattino un percorso itinerante tra città e provincia e al pomeriggio, a partire dalle 15, l’insediamento solenne. Poiché la cattedrale sarà riservata a familiari, sacerdoti e delegazioni il pubblico potrà prendere posto (senza bisogno di prenotazione, si consiglia di arrivare in anticipo) in piazza Prampolini, dove saranno allestiti 500 sedie più altri 200-300 posti nella cripta, aperta per l’occasione.

Al mattino

Il tour de force per il neo vescovo inizierà alle 9 a Modena, a casa di Morandi, dove abitano la madre Adriana e i fratelli Filippo, Gabriella e Giovanna. Prima tappa Rubiera, dove alle 9.45 il vescovo sarà accolto da parroco e sindaco per un breve saluto prima della messa delle 10. Seconda tappa il carcere della Pulce di via Settembrini, dove Morandi incontrerà i detenuti in palestra. Terza tappa: la Casa della Carità Beata Vergine della Ghiara in via Fratelli Rosselli. Quarta e duplice meta Montecchio, al santuario della Beata Vergine dell’Olmo (con le suore di clausura) e la casa del Clero San Giuseppe (previsto il pranzo con i sacerdoti anziani e malati).

Al pomeriggio

Alle 14.40 Morandi arriverà alla basilica della Ghiara: sul sagrato sarà accolto dai giovani delle Unità Pastorali (120-140 persone).

In un primo tempo si era pensato ad un corteo a piedi, ma per motivi di sicurezza l’ipotesi è stata scartata e Morandi arriverà in auto da via Corridoni in piazza Prampolini, dove troverà ad attenderlo le autorità civili e militari (un’ottantina tra prefetto, sindaci, parlamentari).

Dopo il saluto di uno dei vescovi emeriti (Adriano Caprioli, 86 anni), Morandi entrerà nel battistero per la vestizione e infine in cattedrale, dove saranno schierati 170 sacerdoti, 65 diaconi, 17 vescovi, due cardinali (Camillo Ruini e Luis Francisco Ladaria Ferrer, gesuita prefetto della Congregazione), una quarantina di familiari, una settantina di amici e delegazioni da ogni dove, in primis Roma.

La cerimonia sarà aperta da Monsignor Erio Castellucci, l’arcivescovo di Modena-Nonantola e Carpi, che leggerà la lettera di nomina papale e compirà il gesto simbolico di far sedere il concittadino, che indosserà mitria e pastorale, sulla cattedra: a quel punto, al suono della campane (ad opera dell’associazione campanari reggiani) Reggio avrà il suo vescovo.

La liturgia che segnerà l’inizio dell’era del vescovo Giacomo proseguirà con l’omelia e la santa messa, tra un tripudio di canti del coro diocesano e gli ottoni del Conservatorio Peri, che eseguirà il requiem di Gabriel Fauré.

«folta partecipazione»

«Ci aspettiamo una folta partecipazione dei reggiani, soprattutto al pomeriggio» ha commentato Monsignor Nicelli, che non ha nascosto lo sforzo organizzativo. «Allestire una giornata del genere è stato impegnativo. Abbiamo concordato ogni aspetto con le forze dell’ordine. Purtroppo non siamo usciti dalla pandemia, ma spero che solo le mascherine segnaleranno il frangente anomalo della giornata di festa».

Incalzato sulle caratteristiche del ministero pastorale di Morandi, Nicelli ha sottolineeato che il mandato sarà all’insegna della continuità. «Il vescovo è avvantaggiato dalla sua esperienza precedente nel modenese e dal fatto che dal 1993 ha insegnato al Seminario, quindi conosce almeno la metà del nostro clero.

TEOLOGO E ORATORE

Rispetto al predecessore Massimo Camisasca, uomo di cultura e formatore, Morandi è sì un teologo e un oratore notevole, ma anche un profondo conoscitore del funzionamento della Curia. Nei primi colloqui ho notato una grande attenzione all’amministrazione e ai servizi alle parrocchie».

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