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Soliera, l’eredità di Leo Govi rischia di finire in tribunale

Una parente dell’anziano contro il Comune che intanto prepara una Fondazione e sancisce uno scambio dei terreni donati 



SOLIERA. L’eredità di Leo Govi continua a far discutere la politica. Il 94enne, morto in circostanze tragiche il 1 aprile 2021 nei pressi della sua abitazione di Limidi, ha infatti lasciato tutte le sue proprietà al Comune o almeno così era dato per consolidato fino a qualche tempo fa. Lo aveva sancito in un testamento, affidato ad un notaio di Cavezzo nel quale affidava tutti i suoi beni alla disponibilità della collettività. Il municipio ha svolto tutti gli atti burocratici per recepire la volontà dell’anziano (si parla di un valore quantificato in diverse centinaia di migliaia di euro), ma a inizio gennaio si è palesata una parente del 94enne. Lo ha fatto tramite un avvocato che ha scritto all’amministrazione, rivendicando alcune richieste su quel patrimonio e tentando di avviare un dialogo che la soddisfasse; il sindaco Roberto Solomita ha invece dato riscontro negativo alla richiesta, ma la signora e i suoi legali non hanno desistito, avanzando anche l’ipotesi di fare ricorso ad un giudice. E così la giunta con un atto d’urgenza ha deciso di sondare il mercato alla ricerca di un avvocato che possa tutelare l’ente nel caso in cui la parente di Leo Govi scelga realmente di citare in giudizio il Comune.


Ma l’eredità fa discutere anche la politica locale tanto che nell’ultimo Consiglio comunale c’è stata un’altra interrogazione. Se a ottobre era stata la Lega a chiedere lumi sull’utilizzo di alcuni terreni di proprietà Govi affidati alla cooperativa Macchine Agricole Solierese tramite un atto contestato, questa volta è stata Rita Capelli (Movimento 5 Stelle) a sollecitare l’amministrazione sul lascito Govi.

È stato l’assessore Lucio Saltini a illustrare pubblicamente quali saranno i passi dell’amministrazione: c’è infatti nei piani di costituire una Fondazione di Comunità “entro cui far convergere eventuali lasciti futuri”, ha spiegato. In sostanza l’obiettivo è creare una realtà su cui far confluire in futuro tutte le donazioni che potrebbero arrivare al Comune per qualsiasi motivo. Per farlo, però, è necessario creare uno statuto ad hoc ed ecco che sono stati affidati gli incarichi per elaborare la documentazione.

Saltini ha inoltre colto l’occasione per cristallizzare la situazione dell’area di Limidi: «Sulla casa di Leo Govi abbiamo rinforzato gli accessi perché non vorremmo che qualcuno pensasse di trovarvi rifugio e sulla questione dello scambio con la cooperativa Macchine Agricole ribadisco la nostra strategia: quell’area ha bisogno di essere curata, sfalciando l’erba ed evitando divenga una zona poco gradevole da vedere. Per questo motivo abbiamo proposto uno scambio alla Macchine Agricole: noi permettiamo loro di seminare e utilizzare i terreni che furono di Leo Govi e nel frattempo ci tengono curata la zona. A giugno si trebbia il grano – chiosa l’assessore – mi auguro che in quel momento potremmo avere dettagli più certi sulla nuova Fondazione».

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