Contenuto riservato agli abbonati

Giornate del Fai a Modena: gli studenti guidano le visite sulla Memoria

Nel fine-settimana tra Bassa e Appenino, ecco gli itinerari. Raccolta fondi di 100mila euro per l’Ucraina 

MODENA. Ricordare gli orrori del passato per costruire un futuro migliore. Il Fondo ambiente italiano (Fai) dedica alla Memoria del ‘900 le Giornate di primavera. Sabato e domenica sono in programma visite al Campo di Fossoli (Carpi), a villa Delfini di Disvetro (Cavezzo), ai musei di Montese e di Trignano (Fanano). Le generazioni si passano il testimone apprendendo. Le staffette sono gli studenti. «Eravamo partiti per formare 30 ragazzi – sottolinea Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Fossoli – Ce ne siamo ritrovati 120. I giovani hanno bisogno di belle proposte». Condivide il pensiero Carla Di Francesco, presidente regionale del Fai. «Abbiamo ereditato i beni culturali – ricorda – ed essi sono per il futuro». Il passato diventa presente e le guerre proseguono. «Nel segno dell’armonia e della pace abbiamo organizzato visite guidate in ucraino e russo», aggiunge. «Siamo impegnati in un aiuto concreto all’Ucraina – anticipa Vittorio Cavani, capo delegazione del Fai di Modena – e stanzieremo centomila euro per recuperare le opere d’arte da quel Paese, una volta possibile». Le riscoperte non mancheranno. A cominciare dal cantiere aperto presso l’ex campo di concentramento. A Cavezzo i riflettori sono puntati sulla villa in cui visse il poeta Antonio Delfini. «Il luogo ha attraversato un percorso di riqualificazione post-sisma complesso – interviene il sindaco Lisa Luppi – e finalmente possiamo restituirlo alla comunità nella sua originale bellezza». A Montese sono visitabili il museo storico (in foto nella Rocca di Montecuccoli), la postazione della lastra bianca e la canonica di Iola. «Abbiamo apprezzato tantissimo il coinvolgimento dei ragazzi – testimonia Erminio Bernardi, rappresentante del gruppo culturale Il Trebbo – Verranno persino da Carpi a darci una mano». A Trignano di Fanano porte aperte al museo dei monti della Riva. «Il Fai permette di dare attenzione ai territori fragili, deboli e poco conosciuti – tributa il vicesindaco Maria Paola Guiducci – Sono territori che hanno una storia e un ambiente meritevoli di essere conosciuti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA