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Tra i tesori delle Giornate Fai della provincia di Modena E la Linea Gotica conquista a tutte le età

Fa centro l’idea dei sei itinerari legati alla memoria del ’900 con gli studenti a fare da ciceroni. Cavani: «Continuare così»

MODENA E PROVINCIA Le temperature gradevoli e il buon meteo hanno fatto brillare le tradizionali Giornate Fai di primavera, che ieri hanno visto protagonista anche la provincia modenese con i riflettori accesi su luoghi pieni di significato, dalla pianura alla montagna. Con un unico filo conduttore: la memoria del ’900, dalla cultura alle cruente pagine di guerra.



Sei le proposte di visita offerte tra sabato e ieri, all’attenzione innanzitutto dei più giovani, con gli studenti delle scuole a fare da ciceroni. A partire dal campo di Fossoli, per non dimenticare gli orrori delle persecuzioni razziali ma anche per vedere i lavori avviati grazie ai finanziamenti ministeriali. Tante le classi, e anche una nutrita presenza di scout. Poi a Cavezzo la visita alla villa del poeta e scrittore Antonio Delfini (1907-1963), con tuffo all’indietro nel tempo continuato con le letture attorno a una carrozza d’epoca.



Quindi la salita in montagna, soprattutto per la memoria della seconda guerra mondiale, col passaggio in luoghi densi di testimonianze. A partire da Montese, dove le proposte erano addirittura tre. La visita nel capoluogo al museo storico della Rocca dei Montecuccoli in primis, con le testimonianze dell’esercito brasiliano che liberò queste zone. Ma in tema di guerra è stata offerta anche un’uscita sul campo nella Linea Gotica alle postazioni della Lastra Bianca e di Montello, tra sentieri, posti di vedetta e piccoli bunker. Quindi l’altro museo, quello di Iola di Montese, dedicato sia ai reperti bellici che alla testimonianza dell’antica civiltà contadina. E ancora un viaggio nella guerra del 1944-45 con la tappa a Trignano (Fanano) nel Museo dei Monti della Riva che racconta anche la parabola di Felix Pedro, il cercatore d’oro che fece fortuna in Alaska. «È stato un grande onore essere inseriti nelle giornate Fai – sottolinea Massimo Turchi, tra i responsabili del museo – per piccole realtà come la nostra, un’occasione per farci conoscere, stringere legami e raccogliere opportunità».

«Il bilancio della due giorni è stato molto buono: abbiamo avuto centinaia di visitatori – commenta Vittorio Cavani, capo delegazione del Fai Modena – l’idea del viaggio nel ’900 è stata apprezzata e ha spinto, soprattutto in montagna, all’arrivo di persone anche da fuori provincia, fin da Piacenza. Il turismo legato alla Linea Gotica è una grande opportunità da sviluppare».

D.M.