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Sassuolo. «Alla riscoperta della “Sassolina” Zampone tipico della nostra città»

Il Comune: «Il prodotto deve tornare sul mercato, magari in abbinamento con il liquore “Sassolino”»

SASSUOLO Parte in queste settimane la campagna per il lancio di un prodotto storico di Sassuolo, la “Sassolina”, il particolare zampone destinato nelle intenzioni dell’amministrazione comunale ad essere abbinato al “Sassolino”, il più noto liquore a base d’anice già nella tradizione del territorio.

Sassuolo, tra l’altro, prima di essere conosciuta nel mondo per la produzione ceramica, prima della consacrazione musicale con Caterina Caselli, Pierangelo Bertoli e poi Nek, prima del Sassuolo calcio in serie B e negli ultimi 8 anni in serie A, era famosa per la lavorazione delle carni, che per qualche tempo è avvenuta anche all’interno del palazzo ducale.


«Come amministrazione comunale – ha confermato l’assessore al centro storico e turismo Massimo Malagoli – abbiamo ritenuto importante rilanciare l’enogastronomia della nostra città con due prodotti che hanno una caratteristica di rilievo: portano Sassuolo nella loro denominazione. Un doppio lancio di marketing per attrarre turismo e consumo di prodotti locali . Vogliamo anche aumentare il numero di prodotti che hanno queste caratteristiche e mi riferisco ad esempio, al “Tiramola”, tipicità che in città viene proposto da vecchie ricette in occasione del giovedì santo».

La “Sassolina”, che all'inizio aveva la declinazione al maschile, “Sassolino” è simile allo zampone ma che si caratterizza per una particolarità visibile già all’esterno: l’involucro è la cotenna del maiale, possibilmente dalla parte della gola. Un distinguo che la rendeva parecchi decenni fa simile al “cappello del prete” di Mirandola. Le prime a credere in questo prodotto furono un paio di famiglie specializzate in salumeria: Agnani e Sighicelli.

«Nelle prossime settimane – ha aggiunto Malagoli – cercheremo già il coinvolgimento di bar e ristoranti perché scelgano e promuovano il “Sassolino” da inserire eventualmente in cocktail e digestivi e perché inseriscano la “Sassolina” nei loro menù. Un modo per cominciare a fare sistema e raggiungere nel medio termini quello che ci siamo prefissi. Il percorso non è semplicissimo ma siamo determinati che con la collaborazione si possa arrivare al traguardo. Un altro passo da fare è allacciare nuovi dialoghi con Maranello affinché si possano trovare soluzioni che indirizzino una parte dei turisti su Sassuolo in modo tale da estendere la conoscenza dei nostri prodotti oltre i confini del comprensorio».

Verso la fine dell’anno, dopo aver individuato chi potrebbe assumersi il rischio d’impresa nella produzione della “Sassolina”, dovrebbe tenersi una kermesse pubblica durante la quale ci sarebbe una degustazione di massa con contestuale vendita, singolarmente o abbinata al “Sassolino”.

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