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Maranello. Teschio e ossa nascosti in un sacco: agghiacciante scoperta sul Tiepido

Il ritrovamento di un cercatore di asparagi, accanto anche resti di vestiti di donna. Esami sul Dna di Ris e medicina legale

MARANELLO. Ossa umane, tra cui un teschio, in un sacco di cellophane buttato in mezzo alla boscaglia. È l’agghiacciante scoperta fatta sabato nel primo pomeriggio da un uomo che stava camminando ai lati del torrente Tiepido di fianco all’Estense nel tratto di Torre Maina.

Siamo poco prima della Ceramica Serra, lì dove c’è una curva a destra con un ampio bordo strada a sinistra utilizzato di frequente per la sosta dei mezzi.



Un posto insomma dov’è comodissimo fermarsi. L’uomo era alla ricerca di asparagi selvatici: crescono facilmente lungo i corsi d’acqua, e in quel punto in particolare, tanto che diversi appassionati lo frequentano. Si è reso conto subito che si trattava di resti umani, di fianco poi c’erano dei vestiti, apparentemente da donna. È dunque possibile che si tratti di ossa femminili.



Ha dato l’allarme al 112 e sul posto sono subito attivati i carabinieri di Maranello insieme ai colleghi del Nucleo investigativo del Comando di Modena e quelli dei Ris di Parma.

Erano le 14.40 quando sono arrivati: si sono diretti subito nel punto, situato in mezzo alla fitta vegetazione che cresce tra l’Estense e il torrente, a una decina di metri dal corso d’acqua. Da qui sono iniziate le rilevazioni scientifiche che non si sono concluse prima delle 19.30, sotto la direzione del pm di turno della procura di Modena. Il sacco era lì da tempo, tanto da essere danneggiato (da intemperie e animali) al punto che alcune parti ossee sono state rinvenute nel terreno attorno, in cui si è scavato con un badile messo a disposizione da una famiglia che abita lì vicino.

Ovviamente l’area intorno è stata tutta delimitata per impedire accessi esterni.

Completate le operazioni, i vestiti sono stati chiusi in un sacco affidato alle onoranze Silingardi di Maranello, i resti ossei chiusi in una cassettina: ora tutto verrà esaminato dalla Medicina legale e dai Ris. Andrà stabilito intanto se si tratta effettivamente di una donna, poi da quanto tempo è stata uccisa.

Perché di omicidio con ogni probabilità si tratta: l’ipotesi più realistica, per quanto agghiacciante, è che il corpo sia stato fatto a pezzi e che poi l’omicida, o chi per lui, l’abbia chiuso in un sacco e nascosto lì. Il punto era a diversi metri dalla strada, non compatibile con un semplice scarico da un mezzo. Chi ha compiuto il gesto è sceso ed è avanzato nella fitta vegetazione, tra i rovi, per fare in modo che il sacco venisse trovato il più tardi possibile. Poi è risalito e se n’è andato, inosservato nel fitto traffico che ogni giorno transita su questa strada. Evidentemente sapeva bene anche questo.

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