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Maranello,  il generale Garofano ex guida  dei Ris: «Denti e ossa lunghe fondamentali per risalire all’identità della persona»

Il generale Garofano traccia la road map del lavoro dei Ris dopo il ritrovamento accanto al torrente Tiepido a Torre Maina

Serena Arbizzi

Denti e ossa lunghe: questi sono i ritrovamenti che consentono, in fase di analisi, una maggiore probabilità di identificazione.


Parola del generale Luciano Garofano, biologo, già comandante del Ris di Parma, consulente di inchieste di risonanza nazionale da Capaci a Cogne, che rivela alla Gazzetta quali sono le fasi investigative cruciali per risalire a chi appartengono le ossa umane, quando si è di fronte a ritrovamenti come quello di Torre Maina.

Come procedono i Ris quando si trovano di fronte ritrovamenti come le ossa rinvenute a Maranello?

«Già la fase del ritrovamento è molto delicata. I resti, infatti, devono essere raccolti cercando di non alterarne lo stato fisico. Diventa altrimenti difficile capire se i segni esterni siano lesioni o no, nel caso siano presenti. Poi, una volta fatto questo procedimento, è il laboratorio a dare il responso e sarà tanto più efficace quanto più si sia in presenza di denti e ossa lunghe. Le ossa piatte, infatti, come quelle del cranio non offrono possibilità di successo. L’analisi, inoltre, dipende dallo stato di conservazione di quanto ritrovato».

Come viene trattato il ritrovamento osseo?

«Per ottenere il dna si effettua un procedimento articolato che non è certo semplice come invece l’analisi del sangue. Innanzitutto, così si riesce a distinguere se si tratta di maschio o femmina. E la parte importante è il confronto. Ribadisco che su questo è importante lo stato di conservazione, capire a quale ambiente sono state esposte le ossa. Lo stato di conservazione, infatti, può ingannare sull’età».

Come si procede con questo confronto?

«Il confronto può essere fatto in via elettiva con genitori, nonni, oppure figli o fratelli. Se il profilo è completo si può risalire alla famiglia di origine».

Qualche esempio?

«Sabrina Beccalli, uccisa a Crema, era stata scambiata per un cane e non identificata come donna, inizialmente. L’ispezione medico legale inizialmente dà informazioni su altezza ed età, la terza indicazione è relativa a lesioni d’arma da fuoco o da corpo contundente. È sempre bene ci sia esame preliminare, poi si decide quale parte processare per dna e quali per l’approfondimento medico legale, osservando, ad esempio, se si è di fronte all’esistenza di protesi oppure denti. Esiste, tra le diverse discipline in materia, anche quella dell’odontologo forense, che si occupa dal punto di vista giudiziario e scientifico di analizzare proprio la dentatura».

Lei con la sua squadra riuscì a identificare i resti di Matteo Maria Boiardo, nato nel Quattrocento, nella chiesa di Santa Maria di Scandiano, nel Reggiano.

«Avevamo sia qualche dente, sia le ossa lunghe: reperti che restituiscono risultati migliori, dal momento che alcuni di essi erano stati rinvenuti in alcune nicchie sotto terra che ne avevano favorito la buona conservazione».

Tornando alle ossa ritrovate a Maranello, la presenza del sacco cosa lascia presagire?

«Lo scenario è quello doloso, l’ipotesi è di omicidio volontario per cui ho letto che la Procura ha aperto un fascicolo. In questi giorni si è parlato tanto di quella povera ragazza fatta a pezzi dal fidanzato. Non viene sempre fatto per sadismo, ma perché sezionare i pezzi rende più agevole nasconderli. Certo, ci saranno più variabili da chiarire nell’impianto delittuoso. Come: chi ha disperso questi pezzi? Fondamentale, ancora una volta, il modo in cui sono stati ritrovati quei resti».

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