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Modena. Inquinamento e Sla, c’è una connessione? «Pesticidi e piombo aumentano i rischi»
 

I ricercatori Unimore indagano sul ruolo dei fattori ambientali. Il professor Vinceti: «La genetica non spiega tutti i casi»

MODENA. Esiste un legame tra l’ambiente e la Sla? L’inquinamento può essere un fattore? I ricercatori Unimore stanno indagando su queste e altre domande. I frutti delle ricerche saranno presentati oggi alla Camera di Commercio. Dalle 8.30 alle 17.30, l’ente ospita infatti il “Dialogo tra ricerca preclinica e clinica”. L’incontro è nazionale e Modena gioca un ruolo da protagonista. «La genetica sicuramente non basta a spiegare tutti i casi di Sla - garantisce il professor Marco Vinceti, docente di Igiene ed Epidemiologia dell’ateneo di Modena e Reggio - e probabilmente neanche la maggior parte. O abbiamo casi di patologie dovute soltanto a fattori ambientali, oppure esiste un’interazione tra genetica e ambiente che purtroppo porta alla patologia». La malattia per esteso si chiama sclerosi laterale amiotrofica.

Unimore è all’avanguardia a livello nazionale. Nel novembre 2017 l’Agenzia italiana del farmaco assegnò quasi un milione di euro per la ricerca sulla malattia al Centro Sla, diretto dalla dottoressa Jessica Mandrioli.La direttrice spiega che il Centro segue circa cento pazienti modenesi su un totale di quattrocento. Il Centro ha sede nel reparto di Neurologia di Baggiovara e può contare su una Neurobiobanca, inaugurata nell’ottobre di quattro anni fa. «Tutti gli sforzi che facciamo quotidianamente sono volti a cercare di individuare possibili trattamenti per la malattia - assicura Mandrioli - coordiniamo tre sperimentazioni cliniche, verificando se determinate molecole ancora non approvate per la malattia possano essere efficaci. Partecipiamo insieme ad altri Centri europei a ricerche su trial clinici internazionali. Inoltre, svolgiamo anche in collaborazione con i nostri colleghi dell’università ricerche sui fattori di rischio ambientale».


Gli esperti non hanno ancora delineato una risposta univoca. «Nell’area della Pianura Padana ristagna molto l’inquinamento - riprende Vinceti - la logica suggeriva dunque di trovare più casi di Sla a fronte del fattore di rischio. I risultati non sembrano però così drammatici. Ciò non vuol dire che il traffico non faccia male, ma che l’associazione con la malattia non è così immediata». I ricercatori Unimore intendono continuare a scavare per offrire migliore assistenza ai pazienti. «I ricercatori di Unimore e del Policlinico hanno contribuito negli ultimi anni ad arricchire il panorama delle conoscenze sulle cause ambientali della patologia - ribadisce il docente - ma molto rimane ancora da fare per un’identificazione convincente di tali fattori. Tra essi troviamo alcune sostanze chimiche associate in studi recenti a un aumento del rischio di Sla, quali determinate categorie di pesticidi, un metallo pesante quale il piombo e un metalloide, ovvero il selenio».

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