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Formigine . Gli alunni delle scuole Fiori aiutano l’Ucraina Il sindaco: «Avete fatto qualcosa di unico»



FORMIGINE. «Oggi indosso la fascia perché rappresenta qualcosa di importante, di istituzionale. Quello che avete fatto è grandioso, avete creato solidarietà muovendo la scuola e lei, di conseguenza, ha moltiplicato questo amore. La guerra fa esattamente il contrario e noi dobbiamo impegnarci ogni giorno per alimentare un ciclo virtuoso di solidarietà, fratellanza e amicizia». È con queste parole che il sindaco Maria Costi ha commentato l’aiuto che la comunità della scuola secondaria di primo grado Adriano Fiori ha donato ai cittadini ucraini. Un sostegno ai rifugiati inserito nell’ambito dell’iniziativa proposta agli alunni “Una merenda solidale per l’Ucraina” che si è concretizzato nella consegna di tre assegni a realtà che sul territorio si impegnanoper sostenere chi è in fuga dal conflitto: associazione Chernobyl, Caritas e le parrocchie di Casinalbo, Formigine e Magreta.


E così, alla presenza del primo cittadino e del vicesindaco Simona Sarracino, la comunità scolastica si è riunita per celebrare pace e vicinanza attiva. A stabilire a chi donare la somma raccolta, oltre 4mila euro, sono stati Consiglio d’Istituto e Comitato dei genitori. La consegna ufficiale è poi avvenuta per mano dei referenti di sostegno e di alcuni alunni, oltre ovviamente alla dirigente scolastica Giovanna Mallia. «L’iniziativa – ha spiegato – è stata accolta con grande entusiasmo e generosità dagli studenti e dai genitori e rientra tra le attività formative svolte in classe dai singoli docenti per sensibilizzare i ragazzi su quanto stanno vivendo i loro coetanei in Ucraina. Uno di loro è stato accolto dal nostro istituto, nella sede di Casinalbo: stando in classe si connette con la sua ex scuola, a Odessa, per assistere alle lezioni e continuare a seguire il programma già iniziato nei mesi scorsi. Spesso si sentono le sirene e deve scollegarsi, passando poi a seguire le lezioni dei nostri ragazzi, ovviamente accompagnato da qualcuno che lo aiuta nella comprensione linguistica. L’accoglienza è alla base di ogni ragionamento: questo è un momento in cui la guerra ci tocca da vicino, ma i bambini devono essere accolti sempre, in ogni circostanza».

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