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Carpi, sarà un 25 Aprile con grandi nomi ma il Consiglio si spacca sul Duce

Ponzoni e Zamboni protagonisti di due spettacoli a teatro I pentastellati ago della bilancia per la revoca dell’onorificenza

CARPI. Cochi Ponzoni e Massimo Zamboni: questi i due nomi di punta su cui il Comune ha deciso di incentrare il 25 aprile, festa della Liberazione, a teatro.

I due artisti saranno protagonisti di due spettacoli che si svolgeranno proprio al Teatro comunale in occasione di una delle ricorrenze più attese dalla città, medaglia d’oro al valor civile e medaglia d’argento al valor militare.


Entrando nel dettaglio, Cochi Ponzoni sarà protagonista dell’appuntamento intitolato “Storie di resistenza”, previsto domenica 24 aprile. Mentre Massimo Zamboni porterà in scena “La mia patria attuale” il giorno precedente, sabato 23.

I due spettacoli sono stati dunque inseriti nel palinsesto della stagione teatrale: “Storie di resistenza” per una spesa complessiva di 4400 euro. Per “La mia patria attuale”, invece, il budget destinato all’iniziativa è stato di 4950 euro, Iva compresa.

Per Massimo Zamboni non si tratta della prima esibizione durante il 25 aprile. Già tre anni fa, nel 2019, salì sul palco allestito in piazza Martiri insieme a Carlo Lucarelli, Vinicio Capossela e al Coro delle mondine di Novi.

Per quanto riguarda lo spettacolo di Aurelio Ponzoni, in arte “Cochi”, “Storia di resistenza” è un viaggio nella Memoria attraverso le narrazioni su alcuni partigiani illustri: Sandro Pertini, Giovanni Pesce, Irma Bandiera, Nuto Revelli. Storie, quindi, di personaggi il cui valore e coraggio hanno segnato la grande storia della lotta di liberazione in Italia.

Pochi giorni prima del 25 aprile un altro argomento legato alla storia della città terrà banco in Consiglio comunale.

Giovedì, infatti, approderà a Palazzo Scacchetti la discussione della delibera, presentata dal sindaco Alberto Bellelli, sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

Non mancheranno colpi di scena: se, infatti, lo stesso documento a Vignola è stato votato all’unanimità, da parte di tutti gli schieramenti, da destra a sinistra, a Carpi il rischio è quello di una bocciatura.

Andiamo con ordine. Perché sia approvata, la revoca della cittadinanza onoraria dev’essere votata dalla maggioranza qualificata dei due terzi del Consiglio comunale, come prevede l’articolo 9 a pagina 6 del regolamento approvato nel 2012. Ebbene, i consiglieri di maggioranza (Pd e Carpi 2.0), compreso il sindaco, che fa parte del Consiglio comunale, sono 16 su 25 totali. Un numero che si ferma sul crinale della maggioranza qualificata, che è di 17, invece.

Posto che Fratelli d’Italia e Lega non voteranno a favore della delibera, che Carpi Futura ha allargato il dibattito a tutti gli iscritti, con una consultazione che scade oggi, e si dichiara disponibile a votare a favore, ma solo a patto che la giunta si impegni a togliere via Lenin dalla toponomastica cittadina e chieda al governo la revoca dell’onorificenza al maresciallo Tito, l’ago della bilancia, coni suoi due consiglieri, diventa il Movimento 5 stelle.

I pentastellati, dunque, potrebbero “salvare” la delibera di revoca della cittadinanza o, al contrario, affossarla.

Si vedrà, nel frattempo, come verrà definita, da qui a giovedì, la scelta dei singoli gruppi di fronte a questa delibera.

Serena Arbizzi

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