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Carpi. Mussolini, revoca appesa a un voto Spaccatura tra destra e sinistra

Arletti (FdI): «Schiaffo alla città». Anpi, Arci, sindacati e altri: «Atto concreto che rispetta chi lo merita»



Se a Mussolini verrà revocata o meno la cittadinanza onoraria carpigiana lo si saprà solo stasera, dopo la discussione e la votazione del primo punto all’ordine del giorno in Consiglio comunale. Il risultato della delibera, presentata dal sindaco Alberto Bellelli, non appare infatti per nulla scontato. È doveroso ricordare che, perché la revoca della cittadinanza onoraria sia approvata, deve essere votata dalla maggioranza qualificata dei due terzi del Consiglio comunale. I voti certi finora sono 16 (sindaco compreso) su 25 totali, ma ne servono 17.


Di sicuro a far pendere l’ago della bilancia sull’approvazione non sarà di certo il voto dei consiglieri di Fratelli di Italia. «Chiedere di rimuovere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, per rincorrere associazioni anacronistiche, è uno schiaffo ai cittadini carpigiani e alla città, che merita risposte alla crisi, alla sicurezza, all'occupazione e non ha tempo per tematiche del 1924 - ha fatto sapere Annalisa Arletti, capogruppo del partito meloniano- Il sindaco del PD ha le lancette dell’orologio ferme a 98 anni fa e, al contrario di noi, non ha mai fatto i conti con la storia, che non va combattuta ma studiata e contestualizzata». E aggiunge Federica Boccaletti, consigliere dello stesso partito: «L’anno scorso Pd, Carpi 2.0 e Sindaco, hanno votato contro la proposta di revoca all’onorificenza a Josip Broz Tito come Cavaliere della Repubblica. Il voto contrario è stato motivato per via delle “perplessità” dovute al fatto che “ci si chiede di considerare la storia a posteriori”. Ora mi domando se nel caso della revoca a Mussolini non si chieda al Consiglio la stessa cosa». E se con ogni probabilità la Lega non voterà a favore, l’ago della bilancia potrebbe essere a questo punto costituito dai consiglieri di Carpi futura che hanno allargato il dibattito a tutti gli iscritti e che renderanno noto il risultato delle consultazioni solo questa sera dopo il voto. I pentastellati invece proprio ieri hanno fatto sapere che, salvo cambi di idea dell’ultimo minuto, o si asterranno o lasceranno l’aula ma non voteranno a favore. «Francamente questa delibera arrivata in questo momento da parte del sindaco al suo ottavo anno di mandato non ci convince – commenta Eros Andrea Gaddi, capogruppo del M5S- intanto riteniamo che la decisione dovrebbe essere presa dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) poiché era stata l’associazione stessa ad approvarne il conferimento e poi perché qualsiasi cittadinanza onoraria decade in caso di indegnità dell’insignito che nel nostro caso lo è da più di 50 anni. Quindi, questa cancellazione assume più che altro un valore simbolico dopo tanti anni: di fatto l'onorificenza ora è solo un pezzo di carta decaduto chiuso in un cassetto che però fa parte della storia della nostra città e riteniamo che debba servire a fare memoria nelle nuove generazioni degli errori del passato affinché non si commettano mai più». Intanto a premere sull’approvazione della delibera, che a Vignola aveva trovato tutti i consiglieri d’accordo all’unanimità, è l’appello rivolto a tutti i consiglieri da parte di Anpi, Arci, Cgil, Cisl, Acli, Cif, Udi e Libera. «Questa per noi non vuole essere la cancellazione di una parte della nostra storia – scrivono - perché farlo sarebbe un errore, ma la riaffermazione dei valori di democrazia, pace, libertà, solidarietà, giustizia e fratellanza, che vinsero il 25 aprile 1945 contro la guerra, la paura, il razzismo, l’individualismo, la ferocia, che la dittatura fascista incarnava e professava. Quindi il togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, è un atto concreto per riconsegnare massimo rispetto e a questa onorificenza, assegnata negli ultimi 77 anni a persone ed organizzazioni che hanno dato lustro alla città ed alla nostra comunità, mettendo al centro i valori fondanti della nostra Repubblica, che ricordiamo è nata dalla lotta di liberazione».

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