Contenuto riservato agli abbonati

Medolla. Precipitò da un cantiere del biomedicale C’è una doppia assoluzione per AeC

modena Cinque anni dopo il drammatico incidente sul lavoro è arrivata la decisione del tribunale di Modena per un grave infortunio che ha provocato lesioni permanenti. L’ha presa il giudice Elena Quattrocchi al termine di alcune udienze in cui è stato ricostruito con meticolosità quanto avvenuto il 25 maggio 2017 all’interno di un cantiere di un’azienda biomedicale tra Mirandola e Medolla. L’azienda – va specificato – non aveva alcuna responsabilità perché aveva affidato il cantiere ad AeC Costruzioni, altro importante colosso del territorio e molto impegnato nella ricostruzione, che a propria volta aveva attivato in subappalto altre due realtà imprenditoriali a cui aveva chiesto di intervenire sulla copertura del capannone.

Ed è da quel capannone che l’addetto (dipendente di una ditta in subappalto) era precipitato al suolo da circa 9 metri dopo che un lucernaio aveva ceduto sotto il suo peso. L’atterraggio su una pila di cartoni aveva solo attutito l’impatto. Il trasporto d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Maggiore di Bologna era stato un salvavita, ma l’incidente sul lavoro ha comunque avuto effetti comunque drammatici visto che il 35enne è rimasto paralizzato agli arti inferiori.


Nel corso del processo è anche emerso come il suo datore di lavoro abbia pagato un’importante somma a titolo di risarcimento quantificata in circa 1,5 milioni di euro. Elemento non secondario nello svolgimento del dibattimento che si è concluso ieri. La Procura di Modena, rappresentata dalla dottoressa Francesca Graziano, aveva chiesto due mesi di carcere per il titolare dell’azienda subappaltatrice; per il titolare di AeC e il coordinatore per la sicurezza, il pm ha chiesto un mese e venti giorni. Davanti al giudice erano finite anche le due ditte in quanto la legge prevede la responsabilità delle società.

La giudice Quattrocchi alla fine ha optato per una doppia assoluzione per AeC e per il suo legale rappresentante, rappresentati dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini. Nei loro confronto non sono emersi profili di colpevolezza anche alla luce del fatto che non erano comunque i responsabili della sicurezza all’interno del grande cantiere del capannone biomedicale.

Per il legale rappresentante della ditta subappaltatrice è invece arrivata la condanna a un mese mentre è stata assolta la società, elemento importante in vista del più che probabile ricorso in Appello. Il tribunale (motivazioni in 90 giorni) ha evidentemente ritenuto possano esserci state delle colpe e che quell’incidente si sarebbe potuto evitare. L’assoluzione della società porta anche la possibilità di valutare i termini di prescrizione seppur l’opzione rimanga sullo sfondo come ultima ipotesi difensiva.



© RIPRODUZIONE RISERVATA