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Maranello, abusata in tenda dall’amico del ragazzo

L’accusa di una 22enne. L’avvocato dell’indagato: «Il mio cliente stalkerizzato e minacciato da lei e dal compagno»

MARANELLO. C’è un fascicolo aperto in Procura a Reggio che riguarda due giovani del distretto: dopo una gita nell’Appennino reggiano nello scorso luglio, una 22enne di Maranello ha raccontato di essere stata abusata sessualmente da un 28enne di Sassuolo, amico del suo ragazzo. Lui nega la violenza – affermando che la ragazza era consenziente – ma quest’ultima, che ha denunciato i fatti a mesi di distanza, inizia un’azione di accuse serrate nei suoi confronti insieme con il fidanzato; persecuzione sfociata in minacce. Alla fine, il 28enne, che si era rivolto a uno psicologo, quando la coppia si presenta a casa dei genitori, cede: «Se volete sentirvi dire questo, allora ho abusato di lei». Una frase che secondo il legale del 28enne, l’avvocato Alessia Gonzo, è stata estorta dai due. Una vicenda su cui farà chiarezza il pm Valentina Salvi.

Tutto inizia a luglio 2021 quando il gruppo di amici va in gita in montagna. La sera bevono, arriva la notte e in sei condividono una tenda. La mattina, la 22enne accusa il giovane di avere abusato di lei mentre il fidanzato, che aveva bevuto troppo, si trovava fuori dalla tenda.

«Invece di denunciare – così l’avvocato Gonzo, difensore del 28enne – lo mette alla pubblica gogna. Pretende un confronto davanti a tutta la compagnia, ma il mio assistito nega l’abuso e dice che lei era consenziente». Continua l’avvocato: «Il mio assistito si sente in colpa. Lei è fidanzata con un ragazzo suo amico da oltre dieci anni e il suo rammarico nasce da questo. Ma lui non ha mai detto che lei non era consapevole di quello che stava succedendo». Inizia una persecuzione nei confronti del giovane. La coppia gli chiede di rivolgersi a uno psicologo e di presentare la “prova” delle sedute, la ricevuta. «Lui avrebbe voluto sistemare le cose. C’è stato un momento in cui è stato compiacente alle richieste dei due. Gli hanno chiesto anche di fare lavori socialmente utili».

La 22enne avrebbe anche parlato di “espiazione della pena”. La coppia chiede al 28enne 5mila euro, ma lui spiega di non averli a disposizione. Il fidanzato della 22enne gli telefona: «Non temporeggiare troppo, che è meglio». La compagnia di amici si spacca e in ottobre la coppia si presenta a casa del 28enne. Insulti e urla che richiamano l’attenzione del padre del 28enne, costretto a intervenire quando il ragazzo viene spintonato. In quel contesto il giovane accusato dice: «Se volete sentirvi dire questo, allora ho abusato di lei».

Una frase “estorta”, secondo il legale difensore del giovane, a cui lui si rivolge su suggerimento dello psicologo: «Era esausto – così l’avvocato – da luglio erano arrivati a ottobre e la vicenda non era ancora finita». Il legale del 28enne fa una visura, la denuncia per abuso sessuale non si trova: in realtà non è ancora stata depositata, la 22enne lo farà la prima settimana di dicembre. L’ultimo episodio avviene a febbraio di quest’anno quando sui social il fidanzato della 22enne scrive: «Al processo non ci arrivi». Sarà ora il pubblico ministero Valentina Salvi a dover far luce sui fatti.