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Modena, il prof Cossarizza: «Covid, grazie al vaccino in Italia evitati 150 mila morti e 8 milioni di contagi»

Cossarizza: «Il dato dell’Istituto di Sanità riguarda il Paese» Brambilla: «Il Covid sta circolando, ma non ci sono criticità»

MODENA Il professor Andrea Cossarizza, immunologo di Unimore, non ha dubbi: «Il mio consiglio? È quello di sottoporsi al secondo richiamo del vaccino anti-Covid, la quarta dose. Mi rivolgo a chi è “fragile” o a chi ha una certa età. Tutti coloro che sono stati invitati dall’Ausl».

L’Ausl, tra l’altro, si è già attivata con l’invio degli sms che andranno a riguardare circa 80mila persone.


E sempre in tema, Cossarizza aggiunge: «Per favore, è importante soffermarsi su un aspetto in particolare. Bisogna guardare i numeri, quelli forniti dall’Istituto superiore della Sanità. Ci dicono che grazie ai vaccini abbiamo evitato 8 milioni di casi e soprattutto 150 mila morti. Calcoli, questi, effettuati con stima diretta, dunque i morti sono legati esclusivamente al virus. Un aspetto così centrale deve essere per forza sottolineato».

Gli fa eco Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl, che non può esimersi dal dire: «Non ci sono dubbi che il virus stia circolando e parecchio, come non ci sono dubbi che la situazione attuale sarebbe sicuramente gravissima se non ci fosse stato il vaccino. Invece, pur aumentato il numero di contagi, tutto è per ora sotto controllo. Merito, come detto, dei vaccini e anche delle altre precauzioni messe in campo. Penso alla mascherina».

A proposito di mascherina, dal primo di maggio è previsto il famoso “liberi tutti”. Il dispositivo di protezione non servirà più nemmeno all’interno: «Io comunque continuerei ad andare cauto – riprende la parola Cossarizza – Ovviamente mi riferisco all’utilizzo al chiuso. Stiamo andando bene e non capisco perché non dovremmo continuare su questa lunghezza d’onda. E attenzione, il virus non è più “buono”, ma siamo noi con le nostre azioni ad averlo contenuto. Se la quarta dose sarà proposta a tutta la popolazione? Vedremo cosa succederà, qui non si parla di date ma di dati. Ci sono, rimanendo in argomento, studi avanzati per la produzioni di vaccini dedicati alla nuova variante. Magari potranno proteggerci maggiormente anche su eventuali successive mutazioni del virus. Chissà, non è da escludere che ogni anno ci sia un richiamo per essere più tranquilli. Ma questa è una mia supposizione. Come detto: dati e non date!».



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