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Concordia, Casari: «Negli anni bui Concordia è stata con me»

Roberto Casari, ex presienete Cpl, si sfoga dopo l’annullamento delle condanne in Cassazione: «I giudici hanno commesso leggerezze»

CONCORDIA. «Ho passato sette anni della mia vita all’inferno per niente. Invece di occuparmi di lavoro, ho dovuto gestire le vicende giudiziarie. Sono soddisfatto del risultato, certo, ma di sicuro non lo sono dei tempi in cui è stato ottenuto».

Dopo l’esito favorevole incassato in Cassazione, Roberto Casari si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, infatti, la Suprema Corte ha annullato la condanna inflitta dalla Corte d’Appello di Bologna che aveva contestato agli ex manager di Cpl Concordia l’istigazione alla corruzione verso l’ex sindaco Giosi Ferrandino e del tecnico del Comune di Ischia, Silvano Arcamone (assolti a Napoli).


Casari, qual è il sentimento che prevale, fra i suoi stati d’animo, rispetto agli anni appena trascorsi, fra tribolate vicende giudiziarie?

«Tutti gli arresti e il clamore di questi sette anni sono stati scatenati per nulla. Rimangono delle piccole “code”, ma i reati per cui si era scatenata la tempesta mediatica sono come evaporati. La Cassazione ha abrogato la sentenza della Corte d’appello di Bologna sull’istigazione alla corruzione. Istigazione che implica un fatto preciso, ma io non ero neanche presidente di Ischia gas. Io non ho mai avuto rapporti nemmeno con Ischia. Dopo sette anni dico che ho passato il 10 per cento della mia vita a occuparmi di giustizia, mentre avrei potuto occuparmi dell’azienda».

Cosa si augura, adesso?

«I giudici che hanno commesso queste leggerezze magari ce li troviamo da un’altra parte promossi di grado. Se qualcuno si sbaglia, invece, deve risponderne. Invece, per anni, i miei procedimenti hanno avuto un risalto mediatico nazionale, non venivano superati nemmeno da fatti di cronaca gravissimi. In prima pagina c’ero sempre io con le accuse che poi sono cadute. Non posso che prenderne atto».

Concordia le è sempre stata vicina, nonostante i momenti bui...

«Sì, mi sono rimaste impresse le parole di un giornalista che mi disse di essere rimasto colpito dal fatto che tutti parlavano bene di me, malgrado i guai giudiziari. Di solito, invece, quando qualcuno cade in disgrazia non lo considera più nessuno. Invece, era chiaro a tutti che mi stavano addosso per 100mila euro. Ed era chiaro anche che il contrappeso, rispetto a questa lente d’ingrandimento, era un fatturato molto più elevato di questa cifra insieme a tutti i posti di lavoro creati: un beneficio per il territorio. Da me sono venuti senza remore, ma il tempo, anche se ne è passato troppo, ha dimostrato e dimostrerà sempre più tutto il bene fatto nel nostro operato».

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