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Pavullo. Lo  rivela uno studio: la biblioteca nacque solo grazie alle donne

Pavullo. Fu un comitato tutto al femminile a portare nel 1921 alla nascita della biblioteca comunale di Pavullo, guidato dalla benefattrice Lorenza Gallini (1889-1967), che donò il nucleo di libri fondamentale per la sua apertura.

È quanto sta emergendo dalle ricerche condotte da Claudia Chiodi, direttrice della biblioteca “Santini”, insieme a Cristina Andreotti, in occasione del centenario dell’istituzione. Che, rimandato l’anno scorso a causa delle restrizioni Covid, verrà festeggiato il 2 luglio dalle 18 con una serie di iniziative a Palazzo Ducale. In vista di questo appuntamento, tramite un grande lavoro d’archivio si sta ricostruendo la genesi del luogo per eccellenza della cultura a Pavullo. «Stiamo riportando alla luce la storia della biblioteca – spiega Claudia Chiodi – anche aiutate dalle testimonianze di cittadini, dei famigliari dei protagonisti di questa storia e delle persone che qui hanno lavorato. La storia della biblioteca di Pavullo è strettamente connessa all’amore per la cultura e all’attaccamento di tante persone al proprio territorio, a Pavullo». E in questo si distinse in modo particolare Lorenza Gallini che, originaria di Finale, a Pavullo conobbe Averardo Macchia, con cui si sposò stabilendosi qui.


All’epoca non c’era un negozio di libri in paese, per cui lei, di nobile lignaggio, se ne faceva spedire tanti. Che poi decise di mettere a disposizione della comunità: «Dalle ricerche che abbiamo fatto è emerso che Lorenza fu la presidentessa della biblioteca circolante “Dante Alighieri”, biblioteca popolare costituita grazie proprio ai suoi libri. Lorenza fu a capo di un comitato tutto al femminile che promosse l’attività di questa biblioteca, che venne inaugurata il 20 febbraio 1921. Ebbe da subito un sussidio dal Comune ma venne ospitata presso privati. Poi nel 1924 il Comune, in risposta a una richiesta di Lorenza e del Comitato della Biblioteca, concedette a titolo gratuito un locale del municipio. Stiamo cercando di risalire ai nomi delle donne che diedero vita al comitato, svolgendo un’opera encomiabile per la comunità». In ricordo di Lorenza, i nipoti in questi giorni hanno istallato una teca di bookcrossing davanti alla casa di famiglia in via Macchia, intitolata a suo marito.

D.M.