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Vignola, Centro Alesatura, protesta davanti ai cancelli

L’azienda in concordato può passare nelle mani di IQM. La Cgil: «Ci aspettiamo garanzie per tutti i dipendenti»



VIGNOLA. Continuano le manifestazioni targate Cgil-Fiom presso il Centro Alesatura di Vignola. A gennaio l’azienda aveva fatto domanda di concordato per difficoltà economico finanziarie e il bando emesso dai giudici del tribunale ha suscitato diverse proteste e manifestazioni, l’ultima quella di due giorni fa davanti alla sede.


«Nel bando di gara è inserito un meccanismo – spiega Stefania Ferri, segretaria provinciale Cgil Fiom Modena – che permette all’azienda subentrante di rilevare l'attività con soli 22 lavoratori all’interno, e se nell’eventuale trattativa con il sindacato si provasse ad aumentare il numero di lavoratori da occupare, il proponente può rinunciare all’acquisto. Si tratta quindi di un taglio di quasi 40 lavoratori, 40 famiglie che rimarranno senza stipendio, considerato che l’azienda ne contava 61. Noi sosteniamo che se si vuole arrivare al piano industriale proposto dalla nuova ditta 22 lavoratori non sono sufficienti. Nell’incontro avvenuto qualche giorno fa con l’azienda potenzialmente subentrante, la IQM, abbiamo discusso per 35 lavoratori massimo: siamo ancora lontani dalla soluzione finale. Chiediamo che l’azienda non escluda nessuno: poi ci metteremo a lavorare per capire quali siano gli ammortizzatori sociali che accompagnano questa fase iniziale, sicuramente la più difficile».

A febbraio il sindacato aveva organizzato una manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia in Corso Canal Grande a Modena: il presidio aveva coinvolto più di 100 tra delegati e funzionari a fianco dei lavoratori. La richiesta, oggi come allora, rimane sempre quella: «Una trattativa libera da condizionamenti, la garanzia della continuità occupazionale da parte del nuovo acquirente. Anche perché – continua la delegata Cgil-Fiom – i lavoratori si sono comportati con grande responsabilità».

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