Contenuto riservato agli abbonati

Vignola. Giuliana, vedova Rossi, e la morte del marito in un incidente: «Nessun risarcimento per Giovanni»

Dopo più di un anno dall’incidente in cui morì il manager Rossi, lo sfogo della moglie: «Ho citato in giudizio l’assicurazione» 

VIGNOLA. Mio marito è uscito di casa per fare una passeggiata prima di andare al lavoro e non è più tornato. Nulla potrà più riportarmelo indietro e oggi che in Tribunale si terrà l’udienza sull’incidente che me lo ha portato via per sempre, il dolore si fa sentire più che mai».

Giuliana è la vedova di Giovanni Rossi, il manager di 50 anni che ha perso la vita nel marzo dello scorso anno, in seguito a un incidente mentre percorreva un tratto di campo, lontano dalla sede stradale. Rossi venne investito da un giovane automobilista residente in zona che perse il controllo del mezzo, investendolo.


«Purtroppo, l’auto ha perso il controllo e lo ha centrato in pieno – continua la vedova – Siamo stati avvisati e nella mia mente sono impressi in modo vivido quei momenti interminabili in cui ho dovuto fare il riconoscimento davanti al cortile. Ora, le indagini sono chiuse e purtroppo ho dovuto citare a giudizio l’assicurazione dell’automobilista che ha travolto mio marito. Non ho alcun tipo di odio verso nessuno e non voglio rivalermi per vendetta o altri sentimenti del genere. Lascio che la giustizia faccia il proprio corso e che il procedimento penale per omicidio stradale segua il suo iter. Ma siamo rimasti da soli io e i genitori di mio marito sono ancora in lutto per il figlio ammazzato davanti a casa. Mi aspettavo un confronto che non c’è stato con l’assicurazione. Non ho ricevuto nessuna risposta credibile. Io avevo scelto di svolgere un lavoro part time per dedicarmi ai miei suoceri. Di certo qualsiasi offerta di risarcimento non me lo potrà riportare indietro, ripeto, ma al tempo stesso non voglio svendere il suo valore».

«L’avevo sposato cinque anni fa, a un’età in cui ci si sposa solo se si è davvero convinti – aggiunge la vedova – A mia figlia, che ha 25 anni, è come se le avessero strappato il padre. E ora siamo rimaste da sole».

Stamattina il giovane comparirà davanti al dottor Andrea Scarpa per l’udienza preliminare. La vedova, nel doloroso procedimento giudiziario, è assistita dall’avvocato Gianni Casale, il quale, d’accordo con Giuliana, non si è costituito parte civile, dato che ha già preso il via il giudizio civile in Tribunale. «È stata una scelta ponderata in funzione dei dati emersi dalle indagini e dal comportamento della compagnia assicuratrice che, dopo un anno dal fatto e con evidenti responsabilità a carico del conducente – afferma l’avvocato Casale – non ha ancora formulato un’offerta risarcitorio formale e credibile. La stessa compagnia non ha rispettato nessuno dei termini di legge, ponendosi in una posizione di predominanza, con il chiaro intento di piegare i famigliari a valutazioni del danno che non esagero a definire ridicole e anche di discutibile sensibilità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA