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Vignola. Morte del manager Rossi A luglio la causa civile

VIGNOLA. Si terrà a luglio la prima udienza della causa civile per la morte del manager Giovanni Rossi.

Il professionista di 50 anni ha perso la vita nel marzo dello scorso anno, dopo un incidente, mentre percorreva un tratto di campo: venne investito da un automobilista, indagato per omicidio stradale. Ieri era fissata l’udienza preliminare, rinviata per un problema procedurale.


«Per la mia cliente, vedova del dottor Rossi e per gli anziani genitori cambia poco, vista la scelta di non partecipare al processo penale stante l’evidente responsabilità del conducente, come risulta dagli atti delle indagini svolte dalla Procura e per portare più rapidamente l'assicurazione alle proprie responsabilità dopo un anno che questa società non ha pagato nemmeno le spese del funerale – commenta l’avvocato Gianni Casale – Ho svolto preciso esposto all’organo di controllo delle assicurazioni e sto aspettando i rilievi a fronte di giustificazioni standardizzate da un misera lettera di risposta in cui i responsabili si dipingono come soggetti attenti e rispettosi dei termini di legge. Peccato che così non sia mai stato e non sia giunta mai una proposta seria di risarcimento ma, al contrario, risibile al limite dell’offensivo a fronte di dati oggettivamente inconfutabili».

«A luglio si svolgerà anche la prima udienza della causa civile e ci auguriamo che il tribunale sappia cogliere la discutibilità di comportamento prevaricatore di quest’assicurazione – sottolinea Casale – Il mio passato professionale come liquidatore assicurativo, mi legittima a usare un giudizio severo verso l’atteggiamento di coloro che avrebbero dovuto risarcire un danno dal momento che sono in possesso di ogni elemento utile, visto che da subito il sottoscritto ha dimostrato atteggiamento collaborativo. Anche da legale ho trattato simili situazioni con varie compagnie italiane ed estere ed è la prima volta che mi capita una cosa simile: chiaramente hanno deciso di operare sfruttando una posizione dominante e questo è sicuramente biasimevole davanti a un morto che ha avuto l’unica colpa di camminare in un campo vicino alla sede stradale. Sono fiducioso nella giustizia e in questo tribunale».