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La Ferrari parte forte nel 2022 e ha già fatto il pieno di ordini

L’ad Vigna: «Ancora numeri da record». Ricavi per 1.186 miliardi e utile netto di 239 milioni (+16%)

MARANELLO. «Il nostro portafoglio ordini continua a essere più forte che mai e copre molto bene fino al 2023. Sono orgoglioso di affermare che la maggior parte dei nostri modelli è già esaurita e questo non è solo per le serie limitate». Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, è raggiante commentando i risultati del primo trimestre del Cavallino e facendo riferimento al contesto e allo scenario in Ucraina.

Nel primo trimestre del 2022 Ferrari ha realizzato ricavi netti pari a 1,186 miliardi di euro, in crescita del 17,3% (o del 16,6% a cambi costanti). L'utile netto vale 239 milioni, in crescita (+16%) rispetto ai 206 milioni del primo trimestre 2021, mentre l'utile diluito per azione è pari a 1,29 euro. L'Ebitda del primo trimestre 2022 è a quota 423 milioni, in crescita del 12,5% rispetto all'anno precedente e con un margine dell'Ebitda del 35,6%. Nel primo trimestre 2022 l'Ebit, inoltre, è stato pari a 307 milioni, con un aumento del 15,4% rispetto all'anno precedente e un margine dell'Ebit del 25,9%.


Insomma, anche con l’embargo delle vendite in Russia per Maranello è "un altro ottimo inizio" d'anno. I volumi hanno avuto un impatto positivo (59 milioni) attribuibile all'aumento delle consegne rispetto all'anno precedente. La variazione positiva del mix-prezzo (13 milioni) è dovuta poi, principalmente, al contributo derivante dal mix prodotti più ricco, grazie alla famiglia SF90 e alle personalizzazioni. I costi industriali e i costi di ricerca e sviluppo hanno evidenziato un incremento (18 milioni) dovuto principalmente alla crescita dei costi delle materie prime e all'aumento degli ammortamenti. La generazione di free cash flow industriale «è stata eccezionalmente forte, pari a 299 milioni, ed è stata trainata dall'Ebitda e dall'incasso degli anticipi per la Daytona SP3 e per la 812 Competizione A, in parte controbilanciati da spese in conto capitale per 132 milioni e dall'aumento del magazzino correlato alla crescita dei volumi prevista per l'intero anno". L'indebitamento industriale netto al 31 marzo 2022 è stato pari a 136 milioni, rispetto a 297 milioni al 31 dicembre 2021. Al 31 marzo la liquidità complessiva era pari a 2.162 milioni (2.020 milioni al 31 dicembre 2021), incluse linee di credito committed inutilizzate per 668 milioni. Nel corso del primo trimestre il riacquisto di azioni proprie è stato pari a 135 milioni.Il primo trimestre è contraddistinto da un livello record di ricavi, Ebitda e free cash flow industriale, quest'ultimo quasi raddoppiato a circa 300 milioni di euro, grazie in particolare all'incasso degli anticipi sulla Daytona SP3.