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Modena. Alberi tagliati sul Panaro, un esposto alla Procura

Quanto accaduto alle casse d’espansione finisce anche alla commissione europea Sabina Piccinini e Nino d’Eugenio del Wwf: «Uno scempio ingiustificabile»

MODENA Centinaia di alberi abbattuti e parte l’esposto. Protestano Nino D’Eugenio del Wwf Emilia Centrale e Sabina Piccinini, consigliera comunale di San Cesario poiché non sono d’accordo con quanto sta accadendo nella cassa di espansione del Panaro nella località San Damaso che presto toccherà anche la parte relativa al comune di San Cesareo.

«Come attivisti, visto che non capivamo il motivo di tale scempio- ha specificato Piccinini – abbiamo scritto al Ministero delle infrastrutture, mobilità sostenibile e commissioni dighe che ci ha risposto con una lettera dove veniva esplicitata la raccomandazione di tenere pulito l’argine affinché in fase di collaudo tutto andasse per il meglio. Quello che però vogliamo mettere in evidenza è che non c’è un riferimento di legge che prevede l’abbattimento degli alberi in questa fase di collaudo delle casse. Aipo, per giustificare l’abbattimento ha richiamato un regio decreto del 1904, ma a noi risulta che la prima cassa di espansione sia stata collaudata in Italia a partire dalla fine degli anni Venti».


Per tale ragione D’Eugenio e Piccinini hanno presentato due esposti: uno alla Commissione europea e l’altro alla Procura di Modena per il mancato rispetto del periodo di nidificazione, del vincolo paesaggistico e per il rischio di fenomeni erosivi a causa delle radici in decomposizione. «Ma non è tutto- conclude Piccinini- da settimane ci stiamo chiedendo che fine abbia fatto la montagna di legname accatastata a San Damaso dovuta al taglio degli alberi. Abbiamo così inviato una lettera al sindaco Muzzarelli, ad Aipo e alla Forestale perché ci forniscano risposte. Per tutta questa storia siamo comunque molto amareggiati – conclude la consigliera- e vogliamo che questo scempio si fermi al più presto».