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Vignola, rubano il cellulare a un ragazzo e lo obbligano a pagare il “riscatto”

Vittima un 15enne, che per riaverlo indietro ha dovuto pagare 500 euro. Condannati a 2 anni e 4 mesi ciascuno i tre “amici” con cui era uscito

VIGNOLA. Un gruppetto di amici che si trasformano in aguzzini esigendo da un ragazzo di 15 anni il pagamento di un “riscatto” per riavere il cellulare. L’episodio choc è andato in scena nell’agosto 2020 a Vignola. Quella sera il 15enne, italiano, residente nella zona come gli altri, era uscito con gli “amici”, tre giovani di poco maggiorenni, due di origine straniera e uno italiano. Non sa bene se all’origine ci sia stato un diverbio per qualche questione, fatto sta che i tre, secondo quanto ricostruito dall’accusa, hanno derubato il 15enne del suo iPhone.

Cosa che ovviamente ha gettato nella disperazione il ragazzo, e gli “amici” si sono resi conto subito che sarebbe stato disposto a fare qualunque cosa per riavere la sua finestra sul mondo, con centinaia di foto, video e comunicazioni strettamente personali. Al che hanno fatto un passaggio ancor più delinquenziale del precedente: gli hanno detto in termini molto chiari che se voleva riavere il cellulare doveva dare loro dei soldi. E anche tanti: una cifra che si aggirava sui 500 euro. Il ragazzo ha ceduto subito, e ha chiesto a suo fratello di andare a prelevare in un Atm, tramite una carta prepagata, la somma che doveva consegnare ai ladri, che hanno messo in atto un comportamento a tutti gli effetti estorsorio. Il 15enne ha pagato, e ha così potuto riavere il suo adorato iPhone.

Poi però, parlando anche col fratello, ha deciso di raccontare ai genitori quello che era successo. E loro non hanno avuto il minimo tentennamento: era una condotta così grave che non poteva passare liscia, andava fatta una denuncia ai carabinieri.

È stata presentata, e la procura ha aperto un fascicolo che ha portato all’imputazione dei tre per estorsione appunto. Viste le prove raccolte, i tre hanno deciso di sottoporsi a giudizio abbreviato, che consente di avere lo sconto di un terzo della pena. E ieri sulla base delle ricostruzioni fatte il giudice ha emesso una condanna significativa per la banda: 2 anni e 4 mesi a testa, per tutti e tre gli imputati, più il pagamento di una provvisionale di 1500 euro a testa in favore della vittima che, ancora minorenne, si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Michela Anna Guerra. Il legale sta valutando se chiedere un ulteriore risarcimento in sede civile.

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