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Modena Studenti a confronto sul futuro «Lo Stato non crede nei giovani» 

Una tavola rotonda in cui i ragazzi hanno dibattuto della loro situazione Idee, proposte e dati per riflettere

MODENA Scuola, infrastrutture, alternanza scuola lavoro e Dad, gli studenti modenesi si ritrovano per guardare al futuro. È accaduto lo scorso sabato pomeriggio quando, circa una ventina di giovani liceali, rappresentanti e non di diverse associazioni studentesche della città, si sono ritrovati presso lo Spazio Nuovo di via 4 novembre per discutere in un’assemblea promossa dal collettivo di Maranello Italia del Futuro. Una tavola rotonda libera e indipendente, che ha visto la partecipazione dei movimenti giovanili più disparati. Da Udu, Rete degli studenti e React, fino ad Arcigay Modena, Idee in circolo, Studenti organizzati e Libera. Un momento di discussione e dibattito in cui gli studenti, assieme anche ad alcuni professori e volontari dello Spazio Nuovo, si sono interrogati sul futuro dei giovani e della scuola Italiana, figlia delle riforma Gelmini. La serata, in cui, attraverso un giro libero di interventi è stata organizzata e moderata da Davide Nostrini, presidente e creatore di Italia del Futuro.

«A nome del mio movimento posso dire che siamo davvero soddisfatti del dibattito che si è creato», ha raccontato Nostrini. «Questa iniziativa è stata infatti pensata come un momento di pura discussione tra pari, una tavola rotonda in cui ogni studente o professore può sentirsi libero di esprimere il proprio punto di vista sulle tematiche più “calde” del momento. L’Italia purtroppo è davvero indietro su certe questioni e oggi abbiamo voluto analizzarle da cima a fondo, iniziando, per esempio, l’incontro con la presentazione dei dati degli investimenti statali su scuola, salute e cultura. Lo Stato, infatti, pur disponendo dei soldi europei del Pnrr, ne ha usato solo lo 0,2% per la salute mentale, dimenticandosi dei tanti studenti che, dopo i lunghi mesi di lockdown, hanno iniziato a soffrire di ansia e disturbi di questo tipo. Queste sono vere e proprie mancanze e noi, come giovani e cittadini, abbiamo il dovere di farci delle domande, di arrabbiarci e incanalare questa rabbia in proposte attive e concrete, uniti per una società migliore. Il 22% dei giovani emiliano-romagnoli non studia né lavora e questo è un dato preoccupante e insostenibile, sintomo di un’intera generazione che ha ancora troppa difficoltà a continuare gli studi e a trovare un posto di lavoro. Una generazione di giovani dimenticati dalle istituzioni e divorati dalla burocrazia».


Oltre agli studenti e ai professori presenti, a coordinare e ospitare la serata nella loro sala, vi erano anche alcuni volontari dello Spazio Nuovo e del circolo culturale Left Vibra, tra cui Manuela Ciambellini, attivista e psicologa.

«Come associazione siamo estremamente attivi a favore della salute mentale e abbiamo voluto ospitare questo progetto proprio per continuare la nostra lunga campagna di sensibilizzazione di questo tema. Per noi la base delle nostre lotte è l’integrazione, il fare cultura e il generare dubbi e domande, quindi è stato spontaneo decidere di ospitare questo incontro con le associazioni studentesche della nostra zona. Abbiamo voluto creare un progetto che parlasse a tutte le frange della politica studentesca modenese, unendo gli studenti nella discussione e spesso nel dissenso. Il mio ruolo nell’incontro è stato quello di sensibilizzare, di mostrare che solo lo 0,8% dei soldi del Pnr è stato usato per le politiche giovanili, che il comune di Modena ha fatto tanto, ma può fare ancora molto per questi ragazzi. Sono stati anni duri, anni di Dad e riunioni su Meet, ma gli studenti hanno voglia di tornare per strada, di farsi sentire e di fare politica».

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