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Vignola . Aggredì una ragazza sul percorso Sole: 24enne condannato

Inflitti 2 anni e 9 mesi di carcere al giovane malvivente per violenza sessuale e lesioni Una perizia ha riconosciuto un vizio parziale di mente

Vignola. È stato condannato a 2 anni e 9 mesi il 24enne tunisino accusato dell’episodio choc del 25 agosto 2021 sul percorso Sole a Vignola: l’aggressione a una ventenne vignolese che stava camminando, con violenza sessuale e lesioni.

L’episodio ebbe un’eco fortissima per la sua sconcertante brutalità. Secondo quanto ricostruito, la ragazza mentre camminava nel tratto del sentiero in cui ci sono i campi di ciliegi fu avvicinata dal 24enne che si avventò su di lei abbassandole i pantaloni e calandoseli a sua volta. La ragazza reagì picchiandolo, e lui a quel punto desistette rendendosi conto forse della gravità di quanto aveva commesso, chiedendole scusa. Lei scappò via e col telefono chiamò subito i carabinieri. Grazie anche alle testimonianze di altri frequentatori del percorso, il tunisino a stretto giro venne rintracciato e arrestato in centro a Vignola dai militari.


Rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale e lesioni, il 24enne, regolare sul territorio, attraverso il suo avvocato Giacomo Sanlej ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato, che consente di avere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. L’avvocato ha anche chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica che ha accertato un parziale vizio di mente nel 24enne. Il collegio dei giudici ha tenuto conto di questo e concesso le attenuanti generiche: mentre il pm Giuseppe Amara aveva chiesto 3 anni e 8 mesi, la pena è stata di 2 anni e 9 mesi appunto. Sancita anche una provvisionale di 3mila euro nei confronti della vittima, a parziale risarcimento, nulla invece alla Casa delle Donne che si era parimenti costituita parte civile. L’uomo, che si trova in carcere a Modena, verrà trasferito a Reggio, per la custodia in un ambiente adatto a detenuti con problemi mentali. «Siamo parzialmente soddisfatti – nota l’avvocato Sanlej – ci riserviamo però di procedere con l’appello alla lettura delle motivazioni».

D.M.