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Vignola. «Aggredita sul Percorso Sole ho deciso di tornare in Toscana»

La giovane che venne assalita dal tunisino condannato si è trasferita dopo la violenza «Bene che gli abbiano inflitto una pena da scontare»   

VIGNOLA. «Ho cambiato casa, sono ritornata in Toscana dalla mia famiglia: non riuscivo più a vivere lì, vicino a quel luogo dove ho subito un episodio così brutale».

Gli attimi di profonda angoscia vissuti dalla giovane podista mentre si stava allenando sul Percorso Sole, lo scorso agosto, sono ancora molto vividi nella sua memoria. Venerdì il tunisino di 24 anni che l’ha aggredita è stato condannato a due anni e nove mesi per violenza sessuale e lesioni. La ragazza, nel frattempo, è ritornata a casa, in Toscana, dalla sua famiglia.



«Di solito la giustizia italiana funziona in modo lento, in questo caso è servito qualche mese – commenta la giovane – Sono contenta anche perché temevo che non scontasse il carcere per l’infermità mentale, ma che venisse curato in una struttura psichiatrica. Ovviamente dev’essere curato, ma è giusto che sconti la sua pena. E comunque il mio obiettivo è mettere in evidenza la condizione del percorso Sole. Non abito più lì, ma vorrei che la situazione cambiasse e che una persona diventasse più sicura nell’attraversare quel tragitto. Dopo quello che mi è successo, tante mie colleghe avevano paura di uscire. Io vorrei che non ne avessero più motivo: che diventasse un percorso da calcare con serenità. Dicevano che sarebbero state messe più telecamere: in qualche modo deve cambiare. Anche in passato si sono verificati altri episodi. In altre parole, spero che la forza che ho usato per difendermi non sia stata inutile: penso che tutta l’energia, in quel momento, me l’abbia data il buddismo».

La giovane toscana è ritornata a casa: «Mi sono trasferita dopo quello che mi è successo. Non me la sentivo più di stare in quella zona, avevo paura e volevo tornare dalla mia famiglia per non essere sola».

La vittima lancia poi un appello: «A tutte le donne voglio dire di cercare il modo di reagire di fronte a un caso del genere sulla base del rispetto che nutriamo per la nostra vita, del nostro valore e anche di noi stesse».