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Modena, torna al Sud: chiude il negozio e trova dei messaggi razzisti

Rita Basta, fotografa professionista, lascia Modena dopo vent’anni di attività e un anonimo lascia due cartelli contro i meridionali davanti al negozio in via Puccini. «Non so chi è stato, ho ottimi rapporti con tutti e la città resterà nel mio cuore» Sdegno e per lei solidarietà sui social

MODENA. Succede a Modena in zona Musicisti, per la precisione in via Puccini 72. In seguito alla chiusura di una attività professionale rivolta alla fotografia (Fotozoom), la titolare ieri mattina si è trovata frasi razziste sulla porta del negozio: «Era ora tarona di merda. Torna al tuo paese».

La destinataria del messaggio è Rita Basta, fotografa nota in città per le sue collaborazioni ad eventi importanti e perché scelta come reporter ufficiale da artisti del territorio come Alberto Bertoli.


«Questa è stata l’inaspettata sorpresa dopo vent'anni di attività a Modena e quaranta di vita – racconta Rita - in questi giorni sto smantellando il negozio perché ho deciso di tornare a Manfredonia, la mia città, per motivazioni familiari. Sono rimasta attonita quando ho visto il biglietto in quanto non ho veramente idea di chi possa avermi scritto un messaggio del genere visto che ho sempre avuto degli ottimi rapporti con tutte le persone del quartiere».

Rita racconta che, come prima reazione al messaggio, le è venuto da sorridere: «Mi ha catapultato indietro agli anni Ottanta – ricorda la fotografa - quando dalla Puglia sono arrivata a Modena per studiare all’università ospite di amici di famiglia emigrati qui per lavoro. Ricordo che una sera ero rimasta senza parole quando al telegiornale regionale di RaiTre avevo visto un servizio giornalistico dove chiedevano ai modenesi cosa pensavano dei meridionali in città con risposte tutt'altro che piacevoli da ascoltare. Poi vivendoci avevo provato razzismo e discriminazione sulla mia pelle. Col passare degli anni questo pensiero si era attenuato anche perché il nostro posto era toccato agli immigrati stranieri».

. Rita ha così affidato a Facebook la sua riflessione sull'accaduto ricevendo dai tantissimi dodenesi che l'hanno letto parole di solidarietà e sdegno per l'accaduto.

«Ho postato la foto del cartello su Facebook non tanto perché mi sono sentita offesa - conclude Rita- anzi, ho moltissimi amici e clienti in città con i quali ho costruito rapporti di amicizia profonda, stima reciproca e collaborazione eccezionale, ma perché non tollero che nel 2022 e con tutto quello che come umanità abbiamo passato e stiamo ancora passando, ci siano persone che fanno ancora distinzioni tra Nord e Sud, tra alto e basso, tra nero o bianco».

« Ognuno di noi è un essere umano unico - conclude la fotografa professionista - e ha bisogno dell’altro per vivere. Nei miei 20 anni di attività ho sempre accolto chiunque nel mi negozio, allo stesso modo e senza mai fare distinzioni di nessun tipo e anche se mi dispiace che l'ultimo saluto sia stato questo, Modena e i modenesi saranno sempre nel mio cuore e finché vivrò continuerò la mia battaglia di affermazioni di valori quali pace e uguaglianza».