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Ausl di Modena, allarme di Forza Italia: «Antivirus russo, dati sanitari modenesi a rischio»

La consigliera regionale Valentina Castaldini (Forza Italia): «Kaspersky è installato su tutti computer dell’Ausl modenese»

MODENA «I dati sanitari dei cittadini dell’Emilia Romagna sono a rischio». A lanciare l’allarme è la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini, che dopo gli attacchi hacker ai sistemi informatici avvenuti in Veneto e Lombardia, punta il dito contro l’utilizzo dell’antivirus russo Kaspersky, mentre a fine marzo il governo ne ha sospeso l’utilizzo nelle pubbliche amministrazioni.

Preoccupazioni che la consigliera ha raccolto in un’interrogazione alla giunta regionale: «Kaspersky è attenzionato da diversi anni - spiega Castaldini - tanto da essere stato messo al bando dall’amministrazione americana nel 2017, ne è stato sconsigliato l’uso a livello europeo dal 2018, e il decreto-legge Ucraina del 21 marzo e la circolare attuativa di aprile ne ordinano la dismissione a livello nazionale. A fine marzo - incalza la consigliera - l’amministrazione regionale ha comunicato di non utilizzarlo se non nella controllata Lepida, in fase di dismissione. Ma non era a conoscenza che fosse in uso anche dalle aziende sanitarie pubbliche». Grazie a un accesso agli atti, Castaldini ha quindi verificato che «l’Ausl di Bologna usa Kaspersky su 12.300 PC e 480 server, quella romagnola su 9mila tra PC e server, mentre l’Ausl di Modena su tutto il parco Pc aziendali. Nessuna traccia, nelle comunicazioni delle Ausl, di una possibile dismissione, anzi si parla di contratti che scadranno tra il 2023 e il 2025. Cosa potrebbe succedere - chiede la consigliera - se il governo russo avesse davvero accesso a tutti i computer e server della sanità nel quale è installato Kaspersky? Potenzialmente di tutto, la cosa più semplice e già vista è un attacco che cripta tutti i dati, quindi un inevitabile fermo di settimane o mesi finché tutti i sistemi non sono ripristinati. Sembra impossibile, ma lo abbiamo visto nella campagna vaccinale nel Lazio, o in Regione per esempio all’unione Terre di Pianura. Inoltre, i dati possono essere estratti e venduti o solamente distribuiti nel dark web, ed è facile immaginare i danni che possono causare malintenzionati che hanno accesso a un profilo completo di ogni persona: dati personali, mail, patologie, cellulare, dati bancari e prossimi appuntamenti, quanto sarebbe facile fingersi un operatore legittimo e farsi pagare una prestazione clonando le carte di credito. Oppure pensiamo a una persona che ha una patologia o una dipendenza, quanto sarebbe ricattabile».


Preoccupazioni alle quali l’assessore alla Sanità Raffaele Donini ha risposto ricordando che ad oggi non si sono verificati problemi: «Non bisogna aspettare che succeda qualcosa per agire - ha controreplicato Castaldini - perché quando succederà che hacker penetreranno i sistemi informatici sarà già troppo tardi. Ho molto a cuore i dati personali e sensibili dei nostri cittadini e mai vorrei che fossero compromessi».



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