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Modena, Conad dimezza il polo alla Sacca

Progetto fortemente ridimensionato: niente torre da 30 metri e meno camion

 

MODENA. Alla fine, Modena sceglie il freddo. E sceglie anche di abbattere la torre da trenta metri, eliminarne diecimila dal volume complessivo, tagliare il numero di camion previsti e spostare il traffico da via Canaletto a viale Finzi. Per dirla più in breve, sceglie di rinunciare al nuovo polo logistico, sostituendolo con un’espansione dell’attuale stabilimento, senza però rinunciare alla riqualificazione dell’area.

Succede alla Sacca, e più precisamente in via Polonia, nell’ex stabilimento Civ & Civ: dopo mesi di polemiche e prese di posizione dei residenti, la dirigenza di Conad Nordovest, insieme a quella di Legacoop e agli altri due gruppi coinvolti, ha presentato un piano che modifica radicalmente il progetto per il nuovo polo logistico.


Per prima cosa, dunque, il polo logistico... non c’è più, nel senso che alla base dello stravolgimento del progetto c’è proprio un cambiamento di funzione: il nuovo polo Conad non ospiterà tutte le categorie di prodotti destinati all’Emilia Romagna, ma “solo” quelli freschi e congelati, mentre per i prodotti secchi al momento si continuerà a fare base nello stabilimento di Anzola, nel Bolognese, con la possibilità di creare - probabilmente nella stessa zona - un nuovo e più grande stabilimento. Un progetto fortemente ridotto, insomma, e di conseguenza molto ridimensionato anche per quanto riguarda i volumi.

Come illustrato ieri dai dirigenti Conad e Legacoop, la scelta è nata da un articolato confronto con l’amministrazione e con il territorio, con l’obiettivo di trovare un punto di sintesi tra la volontà del gruppo cooperativo di puntare fortemente su Modena come centro nevralgico in Emilia e in generale nel nord Italia e le istanze dei residenti. Categorie merceologiche a parte, quali sono dunque le caratteristiche e i numeri del nuovo progetto presentato ieri? Partendo dalle aree edificate, se oggi lo stabilimento ex Civ & Civ occupa 73mila metri quadrati e il vecchio progetto prevedeva la demolizione e ricostruzione di un polo da 64.200 metri, l’edificio presentato ieri avrà una dimensione di 54mila metri, ovvero 10mila in meno rispetto all’ipotesi precedente. A cambiare sarà soprattutto l’altezza degli edifici, con un dimezzamento del “magazzino verticale”: non più una “torre” di 30 metri - tanto contestata dai residenti - che svetta su edifici alti mediamente 18 metri, ma fabbricati che raggiungeranno al massimo 15 metri, con una media di 11. A cambiare notevolmente rispetto alle previsioni sarà anche il sistema di accessi al nuovo complesso: se nell’ipotesi precedente l’ingresso e l’uscita dei camion erano previsti su via Canaletto, il progetto 2.0 concentra il flusso su viale Finzi, con una nuova rotatoria nell’area interna al complesso e un piazzale per il passaggio e la sosta dei camion.

E a proposito di camion, con la riorganizzazione del comparto e la previsione della sola parte “del freddo” alla Sacca, cambiano notevolmente i numeri: oggi il flusso di mezzi pesanti è di 210 veicoli, mentre il polo logistico ipotizzato ne prevedeva 360. La previsione rivista indica invece 250 mezzi, che transiteranno per via Polonia una sola volta al giorno, dal momento che per i prodotti secchi dovranno andare a scaricare e a rifornirsi ad Anzola: in sostanza, il numero dei mezzi pesanti in transito aumenterà di poche unità rispetto al traffico attuale.

Il nuovo progetto prevede anche la riqualificazione delle aree extra-comparto, a partire dal parco di via Norvegia e del parcheggio degli orti di quartiere, prevedendo inoltre la sistemazione dei percorsi ciclo-pedonali e la realizzazione di nuovi parcheggi pubblici e di aree verdi a carattere boschivo connesse alla nuova accessibilità.

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