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«Oltre un’ora d’attesa in tribunale a Modena: ascensore disabili rotto da mesi»

Ieri mattina Assunta Signore, 70 anni, doveva testimoniare: «Hanno dovuto cambiare l’aula, non potevo raggiungerla»

MODENA. «L’ascensore, nel corpo principale del tribunale, è rotto da mesi. E io per riuscire ad arrivare all’aula in cui dovevo testimoniare, ho dovuto aspettare per più di un’ora, vicino all’ingresso».

Assunta Signore ha 70 anni ed è costretta su una sedia a rotelle. Ieri mattina si trovava in tribunale perché doveva testimoniare nel corso di un processo per minacce nei confronti dell’ex genero.


La signora, residente a Rubiera, era accompagnata da uno dei figli che ha atteso con lei per parecchio tempo prima di poter accedere all’aula prescelta, data l’impossibilità di raggiungere l’aula 11, dove era inizialmente fissata l’udienza.

Assunta ha atteso all’ingresso della sezione del tribunale che corrisponde all’ex cinema, con ingresso da via Gherarda.

A causa, infatti, dei problemi logistici provocati dal mancato funzionamento dell’ascensore collocato nell’edificio cui si accede dall’ingresso di corso Canalgrande, è stata necessaria una riorganizzazione.

È stato dunque stabilito, grazie anche alla disponibilità del giudice Roberto Perrone, che l’udienza si dovesse tenere al piano terra, dove Assunta è stata accompagnata dal figlio e dove non sussistono problemi di barriere architettoniche.

La soluzione alternativa, tuttavia, non serve a placare la protesta per la situazione di disagio e per l’attesa dovuta alla collocazione prescelta in un secondo momento.

«Il montacarichi è rotto da due mesi e io dovevo testimoniare alle 10.15, almeno questo c’era scritto sulla mia convocazione: invece siamo qui che aspettiamo – commenta avvilita Assunta, mentre attende l’udienza insieme al figlio – Sono arrivate le 11.30, nel frattempo. Siamo qui da oltre un’ora ad aspettare».

La signora desidera porre l’accento su quanto questa situazione sia poco confortevole per chi si trova nelle sue condizioni e la necessità che il problema venga risolto e il montacarichi riparato.

«Non parlo solo per me, ma per chi, proprio come ho dovuto fare io, si trova a dover affrontare difficoltà come la mia oggi: quell’ascensore va riparato per garantire uguali diritti per tutti», conclude la 70enne.

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