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Vignola «Inizia la raccolta delle ciliegie, ma non abbiamo manodopera»

L’allarme di Monari del Consorzio: «Fatichiamo a trovare addetti per la stagione Un problema che può incidere anche sulla “catena” di produzione e commercio»



VIGNOLA. “Cercasi cameriere”, “Cercasi commessa” e da oggi anche “Cercarsi manodopera per raccolta ciliegie”. Già, perché pure il mondo della frutta, quello del prodotto tipico vignolese compreso, deve fare i conti con la carenza di lavoratori. La stagione del raccolto è alle porte e molte aziende agricole non sono ancora riuscite a reperire il personale. Una situazione, questa, che potrebbe portare in dote problemi seri nella “catena” che si conclude con la vendita del conosciuto frutto rosso. A confermare il quadro è Walter Monari, direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola Igp. «Quello che succede nel mondo della ristorazione vale anche per le aziende agricole. La carenza di manodopera non è certo un aspetto secondario, rischia di andare a incidere sul bilancio finale dell’intera stagione delle ciliegie». A risentirne in particolar modo sono soprattutto le aziende più grandi: «Esattamente così – conferma Monari – Nelle imprese piccole, il problema viene risolto grazie all’impiego di tutto il nucleo famigliare. Ragionamento diverso, come detto, quando c’è la necessità di doversi servire di dipendenti da reperire sul mercato». Il presidente del Consorzio è decisamente severo nel giudicare questa mancanza di addetti: «Sinceramente non saprei quali possano essere i motivi di queste difficoltà che stiamo incontrando. Anche se, a dire il vero, una mezza idea me la sono fatta. Il ragionamento è ovviamente una conseguenza delle varie testimonianze che arrivano dai produttori vignolesi. A incidere è per esempio il Reddito di cittadinanza, le persone che lo percepiscono non vengono nei campi. E poi un ruolo chiave lo sta giocando il bonus 110% e i tanti cantieri edili che sono attivi nel nostro territorio. Molte persone hanno trovato lì una occupazione e per questo non sono più disponibili per lavorare in campagna. Purtroppo il mercato è “drogato” da questi contributi e anche noi rischiamo di pagarne le conseguenze». Importante, poi, il tema legato ai compensi dei lavoratori che si adoperano nella raccolta della ciliegia: «Il costo del personale è di 15 euro l’ora per l’azienda, il lavoratore va a percepire 8 o 9 euro l’ora».


C’è da chiedersi, a questo punto, se anche il portafoglio del consumatore andrà a risentire della particolare situazione: «Difficile al momento capire quali potrebbero essere le ripercussioni su chi acquista il nostro prodotto – sono sempre le parole di Monari che conclude – C’è da sottolineare, e qui il mio discorso si allarga, che sui banchi arrivano prodotti di scarsa qualità con prezzi di conseguenza bassi. Anche noi, qui a Vignola, abbiamo avuto diversi rincari in particolare per quanto riguarda gli imballaggi. E l’imballaggio incide anche su di un prodotto a chilometro zero».

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