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Modena, figurine Panini all’asta: le spese folli per avere Pizzaballa, Pelè e Senna

La casa Balaffi ha messo in vendita decine di sticker: il 70% era made in Modena Il record è stato registrato da quella del pilota brasiliano battuta a 2.400 euro

MODENA Le figurine dell'anno di esordio (rookie year) di Dino Zoff, Paolo Rossi, Roberto Baggio, Francesco Totti e Alessandro Del Piero se ne sono andate in un batter d’occhio… digitale. Ma anche lotti di nicchia hanno perfino decuplicato il prezzo di partenza. E tra sei mesi, promettono a Torino, si replica. Aste Bolaffi ha organizzato giovedì la prima asta monografica italiana di figurine, in modalità Internet live, con un catalogo di oltre 220 lotti. La ricerca è stata piuttosto complessa e ha richiesto un anno di selezione: sono state raccolte figurine per una base d’asta complessiva di circa 20mila euro.

Il record (va aggiunto il 25% di commissioni) è stato toccato da una figurina del 1984 di Ayrton Senna debuttante in Formula Uno, aggiudicata a 2.400 euro: la mitica Baggio-Monelli nella varietà non tagliata del 1985 e la rara figurina “Yellow Nameplate” (primissima edizione, con il nome in giallo) di Eusebio al Benfica del 1963-64, invece, sono state vendute a 1.500 euro ciascuna. La figurina di Maradona con la maglia dell’Argentinos Juniors nel '79 e quella di Pelè con la maglia del Brasile per l’album Imperia Calcio '63-'64 sono state aggiudicate a 1000 e 675 euro rispettivamente. Un insieme di 200 figurine Carlo Vidali della seconda serie del 1961, estremamente rare, sono salite fino a 1.100 euro da una base di partenza di soli 150. Oltre il 70% del catalogo dell’asta Bolaffi era costituito da figurine Panini, principale produttore al mondo, a cui si sono aggiunte card stampate da altre case editrici italiane, quasi tutte nel tempo scomparse, come Lampo, Imperia, Nannina ed Edis.

L’asta proponeva solo pezzi selezionati, o per la difficile reperibilità sul mercato o per l’importanza del soggetto o per lo stato di conservazione; i prezzi di catalogo erano in molti casi decisamente accessibili, da 50 euro in su. A fare la parte del leone tra i 224 lotti presentati ovviamente il calcio, con le figurine dei grandi campioni internazionali come Pelè e Maradona ma nel catalogo dell’asta c’erano anche tutte le fasi salienti della carriera di Roberto Baggio. Tra le figurine rookie, oltre a quelle dell’indimenticato Paolo Rossi, all’asta sono state vendute anche quelle dei debuttanti Maldini (400 euro), Vieri, Inzaghi, Totti (500 euro) Del Piero, Cannavaro e Buffon. Altra figurina entrata nella storia della Panini è la prima mai stampata in via Emilio Po, quella di Bruno Bolchi, per l’album Calciatori del’61-’62 (venduta a 130 euro).

Quelle di Puskas non le ha volute nessuno, mentre il più grande dribblatore della storia, Garrincha, per 275 euro ha trovato una nuova casa. E anche una delle figurine Panini introvabili, quella del portiere Astutillo Malgioglio al suo debutto nell’Inter nel 1987-88 (di cui girano persino dei falsi) ha fatto battere il martello a 225 euro. E Cristiano Ronaldo? Una sua immagine per l’album Panini dei Mondiali 2006 ha fruttato 900 euro. Di Messi ne è stata venduta una con la maglia del Barcellona ma con il nome di battesimo sbagliato, a 300 euro.

E CI SONO PURE I JACKSON FIVE

L’Italia è la patria per eccellenza delle figurine (e noi a Modena ne sappiamo qualcosa…) ma nel nostro Paese, a differenza degli Stati Uniti nelle quali da subito sono state trattate e preservate come cimeli, reperire figurine mai attaccate e non recuperate (cioè staccate dagli album) è molto difficile. 
Le figurine immacolate in Italia sono molto rare e, proprio per questo, hanno un potenziale apprezzamento di valore nel tempo. È forse poco romantico che quello che è come la “madeleine” proustiana per tanti “ragazzi di una volta” sia a tutti gli effetti oggi diventato un business ma è un segno dei tempi nei quali viviamo. E magari dopo aver letto quest’articolo qualcuno correrà in cantina o in solaio a vedere “che fine hanno fatto quegli album che riempivamo di figurine da piccoli…”. Non c’erano solo quelli dedicati ai campioni del pallone tra i lotti battuti all’asta ieri l’altro da Bolaffi. Basket, Formula Uno, pugilato, ciclismo erano rappresentati: tante le foto di Coppi e Bartali, anche quella da esordiente del corridore toscano del 1935 in eccellente stato di conservazione (lotto 180, base 500 euro, invenduta). Invenduta anche la figurina Panini di Cassius Clay del 1966, anno della sua squalifica dopo il rifiuto di arruolarsi per andare in Vietnam a combattere (lotto 170, base 300 euro). 
All’asta sono finite poi foto di Tyson, Hagler, Benvenuti, Marciano, Michael Jordan, anche del campione di wrestling Undertaker. Molto basse, escludendo Senna, le quotazioni dei piloti di Formula Uno. Per ciò che riguarda la musica, invece, all’asta sono state posti i Jackson 5 del 1972, prima apparizione su carta adesiva del prodigioso Michael, a 14 anni già la star del gruppo familiare (lotto 211, base 500 euro, invenduta). Non ci si stupisca di trovare figurine simili in vendita su Internet a prezzi molto più bassi: Bolaffi ricorda che quelle battute giovedì erano immacolate, mai attaccate. Per una figurina staccata e recuperata da un album il valore cala drasticamente. E si tenga sempre conto che la casa d’asta applica le proprie commissioni, che fanno lievitare di una discreta percentuale il costo finale per l’acquirente. Per quest’asta si è trattato del 25% da aggiungere alla quota del prezzo al martello. Quest’asta ha segnato il debutto del nuovo dipartimento di Bolaffi dedicato a figurine e card da collezione. 
Un fenomeno che muove ogni anno decine di milioni di dollari, oggetti si sono rivelati veri e propri investimenti grazie al “grading”, ossia la certificazione di autenticità e di qualità emessa da un ente indipendente, come si fa ad esempio per le monete. La novità per il mercato italiano è infatti l’impiego da parte di Bolaffi dello “slab”, ossia il sigillo con la valutazione qualitativa, applicato alle figurine. 
 


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