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Modena, la banda delle Bmw colpisce ancora: saccheggiate due auto

Aggirati i sistemi di allarme delle vetture per rubare i pezzi Manomessi i sistemi di allarme. Indagini della Scientifica

MODENA Un’operazione chirurgica, tanto che gli allarmi delle sofisticate vetture depredate, due Bmw, sono stati aggirati e manomessi, senza suonare.

È accaduto nella notte tra giovedì e ieri non lontano da via Vignolese a Modena: un furto preciso e veloce a bordo delle auto di lusso. Il bottino? In primis i volanti e altri pezzi molto ricercati sul florido e remunerativo mercato nero degli autoricambi.

Modena, blitz dei ladri: spariscono i volanti a due Bmw



È stato un risveglio a dir poco traumatico in via Bortolotti dove due residenti non hanno potuto fare altro che avvisare la polizia del furto avvenuto mentre le loro auto erano parcheggiate in strada sotto casa, in una tranquilla zona residenziale. Si tratta di un suv e di una berlina della casa tedesca.

Vista la precisione del colpo, dalla Questura sono stati inviati gli uomini della Scientifica per i rilievi. A colpire non sono stati ladri improvvisati o balordi in caccia di qualche contante, questo è chiaro. A colpire in via Bortolotti è stata di certo una banda specializzata e che ben conosceva i modelli e i sistemi di protezione delle auto.

«Non capisco – racconta uno dei proprietari mentre osserva la Scientifica al lavoro – come mai non sia suonato l’allarme».

I ladri devono aver aggirato l’impianto di sicurezza tramite qualche strumento specifico e non è un caso che entrambe le vetture abbiano il vetro posteriore infranto.

Gli agenti della polizia Scientifica hanno lavorato a lungo ieri mattina per setacciare le auto alla ricerca di qualche indizio che possa essere utile alle indagini, magari un’impronta o qualunque altro indizio.

Non è la prima volta che la banda della Bmw colpisce nel territorio modenese. Nell’inverno appena trascorso ci sono stati almeno tre colpi simili tra la Bassa e Nonantola. Il modus operandi è sempre lo stesso con le auto vampirizzate della strumentazione più costosa. I pezzi depredati vengono poi immessi sul mercato italiano o estero tramite canali non ufficiali, magari sfruttando l’anonimato su internet. E i prezzi, specie con la carenza produttiva degli ultimi mesi, si impennano.

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