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Modena, «palpare sedere e seno? Quasi un dovere»

Bufera su Francia, presidente della Fondazione Cresci@mo. Poi le scuse: «Grave errore». Baracchi: «Parole inqualificabili»

MODENA Qualcuno ieri sussurrava malignamente che a quel post mancava solo il “like” del vicesindaco Cavazza, che due anni fa era finito al centro della bufera per un audiomessaggio non esattamente elegante nei confronti di due colleghe. Del resto, quella di ieri è stata proprio la... frittata perfetta, un po’ perché ha guastato la giornata di una vittoria sul polo Conad che è anche della giunta, un po’ perché è successo tutto proprio mentre il presidente veniva confermato.

Una bufera che ha travolto Mauro Francia, ex dirigente del Settore istruzione del Comune, iscritto al Pd di Modena, e oggi presidente della Fondazione Cresci@mo, l’ente che gestisce 12 scuole d’infanzia e 4 asili nido in città. Ma la tempesta non è arrivata sulla scuola, bensì sul tema dei raduni degli alpini, in questi giorni al centro delle cronache nazionali dopo le segnalazioni di molestie dopo l’adunata di Rimini. Un tema molto caldo, che giovedì sera ha portato il presidente Francia a fare un commento su un gruppo Facebook che ha ricevuto una pioggia di critiche: «Personalmente non sono d’accordo di sospendere i raduni degli alpini - queste le sue parole - quando ci fu il raduno a Modena, attraversai la calca insieme a un’amica e si sprecarono le palpeggiate di sedere, seni...l’amica non se la prese più di tanto, perché era un gesto “bonario”, una specie di tributo dovuto alla bellezza, che in diversi si sentivano più in “dovere” di fare piuttosto che per offendere. Faceva parte della “tradizione” alpina». Parole che hanno scatenato un putiferio, con centinaia di commenti sui social, tanto che il post è stato ripreso anche dall’influencer Selvaggia Lucarelli. Diverse le richieste di dimissioni, mentre ieri il presidente è intervenuto per scusarsi e chiarire: «Quando si commette un errore grave e ingiustificabile è giusto riconoscerlo subito e scusarsi pubblicamente - ha scritto ieri Francia - lo devo sia a tutte le persone che si sono sentite coinvolte, sia alle istituzioni pubbliche». Riprendendo il post di giovedì, il presidente precisa di aver «maldestramente pensato di raccontare come vedevano le cose alcuni alpini durante un raduno di decenni fa, scrivendo che andavano cambiate fin da allora, ma rileggendo mi accorgo che si possa leggere nelle mie parole anche una possibile “comprensione”. Non è quello che penso, né che ho mai pensato». Sul tema si è espresso anche l’assessore all’Istruzione Grazia Baracchi: «Mi hanno chiesto in diversi un commento - scrive su Facebook - trovo quelle parole inqualificabili, e ho preso atto delle scuse che lo stesso Francia ha presentato nei confronti delle donne e dell’amministrazione comunale. Un’amministrazione che crede nel rispetto e nell’educazione come prima forma di prevenzione per contrastare la violenza ».


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