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Modena Scontro mortale Va a processo per omicidio

MODENA È stato rinviato a giudizio ieri con l’accusa di omicidio colposo a seguito di sinistro stradale il conducente del suv che il 1° ottobre 2019 causò la morte della 73enne modenese Rossella Brachi sulla Modena-Sassuolo.

L’incidente fu terrificante. Accadde verso mezzogiorno in direzione Sassuolo poco oltre l’uscita 18. Quella che la donna avrebbe dovuto prendere con la sua piccola Fiat Seicento rossa per andare a trovare all’ospedale di Baggiovara il marito, che doveva subire un intervento chirurgico. Davvero un incredibile incrocio del destino. La 73enne, poco pratica forse della tangenziale, rallentò tantissimo quando si accorse dell’errore, e proprio in quel momento sopraggiunse il suv Kia Sportage condotto da un dirigente d’azienda di Formigine, che non poté evitarla, e la travolse: la Seicento andò completamente distrutta, mentre il suv si ribaltò più volte, ma il conducente uscì incolume. Inutili tutti i soccorsi, la donna morì sul colpo.


Al conducente del suv non è contestata un’imprudenza dovuta a velocità (faceva i 90 km/h), ma la mancata manovra d’emergenza nell’avvistare davanti, dopo un sorpasso, il veicolo lento. Alcuni testimoni hanno riferito che la signora stava procedendo in retromarcia, ma il perito incaricato dal pm Mazzei ha detto di aver trovato l’auto con la seconda inserita. Comunque non certo una marcia adatta a una strada di scorrimento: sarà battaglia a processo. I famigliari della signora, risarciti dall’assicurazione, non si sono costituiti parte civile.