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Modena. Stazione Piccola: degrado, abbandono e grandi progetti In attesa di 3 milioni

Sedie rotte per chi aspetta il bus, bivacchi e vandalismo: un bene pubblico da anni abbruttito e il progetto regionale

MODENA Stazione Piccola: tipico caso di bene pubblico lasciato in abbandono e ora da riqualificare per formare personale di aziende private. Da anni la struttura di piazza Manzoni vive nel degrado in attesa che passi l’unico progetto annunciato da Regione e Comune dopo quello saltato: un centro di ritrovo serale per la città messo a punto da Paolo Guerra, l’ultima brillante idea del produttore teatrale scomparso nel 2020. Oggi si sta lavorando per farne un centro di formazione per il personale del settore auto di lusso.

Riqualificazione edilizia con fondi pubblici e centro studi finanziati da fondazioni e enti pubblici. Per partire si aspettano i tre milioni di euro annunciati. Seguirà l’avvio di un nuovo accantieramento dopo la fallimentare esperienza della ditta che per un lungo periodo aveva coperto di ponteggi le facciate senza lavorare. In questo modo la proprietà del palazzo – 1700 mq di estensione – resterà della Regione (in quanto controlla Fer), la gestione è affidata per anni al Comune e l’utilizzo gratuito (nessun affitto da pagare) sarà riservato alla Fondazione Its Maker, scuola post-diploma di formazione. In piazza Manzoni l’Its avrà la sede, aule e laboratori, e creerà corsi speciali per tecnici del settore motoristico. L’edificio degli anni ’30, gioiello dell’architettura modenese dell’epoca, non sarà più ad uso pubblico. I modenesi potranno entrare nell’area solo per prendere il trenino che va in stazione o a Sassuolo. I Binari 1 e 2 diventeranno una normale fermata ferroviaria come quella di via Scanaroli/Policlinico o quella che si sta progettando in via Panni.



In attesa di queste grandi manovre degli amministratori, che richiedono ancora tempo e approvazioni, prosegue la lenta agonia del bene pubblico. Siamo tornati un anno dopo. Va riconosciuto che dopo le segnalazioni la sporcizia è calata, anche se l’ambiente è pulito ai minimi termini. Le transenne, messe ovunque, formano un percorso obbligato dalla piazza alla pensilina dei treni: quasi tutto lo spazio interno (il “comparto”) è inaccessibile. Il microcrimine è in calo: ci sono più controlli delle forze dell’ordine dopo le continue segnalazioni.

«La situazione è migliorata – spiega Teresa, tabaccaia, ormai l’“ultima giapponese” in questa isola in abbandono – in realtà, non succede niente. Si era parlato di un inizio di lavori in aprile, ma non si è visto nessuno». All’ingresso, in piazza Manzoni, sotto la tettoia, due luride sedie rotte e una poltroncina da autista sono ciò che viene offerto a chi aspetta il bus. Sulla pensilina del Binario 1 una decina di viaggiatori è in attesa del trenino per Sassuolo. Una volta passato “Gigetto”, la stazione torna completamente vuota. Vuote anche le officine di riparazione che da anni hanno affisso un foglietto che avvisa del pericolo di crollo. Vuota la palazzina della centrale elettrica, vandalizzata. Vuota l’altra palazzina che dà su via Gobetti. Sui binari restano treni da tempo brutalizzati, sui quali neanche i writer si esercitano più: vetri spaccati, porte forzate, all’interno dei vagoni mucchi di rifiuti ed escrementi, sedili spaccati: un modo vandalico di intendere i beni pubblici.