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Sassuolo, via Pierangelo Bertoli si farà all’ex Cisa: l’appello del figlio diventa subito realtà

La giunta individua la strada per il cantautore e quella dedicata a Edmondo Gatti. Fiorano intitola il palazzetto al dottor Maglio 

Due nuove strade della città saranno intitolate ad altrettanto personaggi che seppur in ambiti diversi si sono contraddistinti elevando il nome di Sassuolo: il cantautore Pierangelo Bertoli e il pittore Edmondo Gatti. E intanto anche a Fiorano arriva un’intitolazione speciale: quella del Palazzetto dello sport che sarà inaugurato il 5 giugno e che porterà il nome di Antonio Maglio, medico considerato il padre delle Paralimpiadi.

L’ufficialità per i sassolesi è arrivata ieri con due delibere di giunta che hanno individuato i precisi punti in cui le vie verranno intitolate. A Bertoli, una strada nell’ambito della riqualificazione del comparto ex Cisa Cerdisa, a Gatti una nel comparto Ceramiche Marca Corona.


Qualche mese fa Alberto Bertoli, figlio del noto cantautore, aveva lanciato la proposta via social: quest’anno tra l’altro ricorre il ventennale della morte del padre Pierangelo. «Grazie a tutti i consiglieri per questo gesto che mi ha profondamente commosso. – aveva così commentato a caldo Alberto Bertoli l’approvazione dell’odg sull’intitolazione – È bello vedere che le persone portatrici sane di arte e musica possano mettere d’accordo così velocemente persone dal pensiero differente».

Il padre morì nel 2002 all’età di 59 anni e nel 2010 l’amministrazione comunale gli ha intitolato l’auditorium, diventato centro di aggregazione per le associazioni culturali e i gruppi teatrali che negli anni vi hanno trovato ospitalità. E adesso, avrà una strada, così che il suo ricordo possa essere tramandato alle nuove generazioni anche così oltre che con la sua musica.

Ricordo che verrà tramandato anche per Edmondo Gatti, scomparso a 42 anni per le ferite riportate in un incidente avuto anni prima. Classe 1912, fin dalla tenera età fu incline al disegno: studiò all’istituto Venturi di Modena, diplomandosi nel 1932. «Seguì dapprima i dettami dell’acquerellista Salvarani, – si legge nella delibera – appassionandosi sempre più a quel difficile genere di pittura che prediligeva. Si dedicò alla ceramica artistica, alla scultura, alla decorazione murale e alla scenografia. Nel 1937 si trasferì a Roma, chiamato a collaborare all’allestimento della Mostra augustea e alla prima Mostra d’Oltremare a Napoli». Nella capitale frequentò diversi studi di pittura e l’Accademia libera del nudo: «Fu disegnatore e bozzettista nel reparto “Trucchi cinematografici” dell’Istituto Nazionale Luce e nelle frequenti visite dei musei approfondiva la sua esperienza. Allestì numerose mostre personali a Roma, Stresa, Pallanza, Cremona, Modena, inoltre partecipò a mostre nazionali, ottenendo ottimi attestati di riconoscimento; insegnò disegno alla Scuola d’arte di Cannobbio ed alla Scuola ceramica di Intra». L’attività di Gatti fu interrotta nel 1946: un incidente stradale mentre in bici si recava all’inaugurazione del ponte sul Secchia, gli lasciò delle ferite che lo portarono alla morte il 31 luglio 1954.

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