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Modena, i bus Seta che vanno a fuoco: «Col caldo subito incendi, allarme estate»

Ieri altro bus a fuoco a Reggio: sono tre in tre giorni. Rendace (Faisa Cisal) preoccupato chiede manutenzioni straordinarie


MODENA Giovedì una corriera a Palagano, venerdì una a Modena e ieri un’altra a Reggio. Con l’arrivo del primo caldo, tre corriere Seta sono andate completamente distrutte per incendio in tre giorni. Due Seta e una Saca per la verità, perché il bus di Palagano era in subappalto (comunque ceduto da Seta a novembre). È un allarme in vista dell’estate? Giuseppe Rendace, sindacalista segretario provinciale Faisa Cisal, pensa proprio di sì.

Rendace, sorpreso da questa serie di incendi?

«Assolutamente no: due mesi fa avevo detto che con i primi caldi ci sarebbero stati problemi, e sono puntualmente arrivati al secondo giorno di temperature un po’ più alte. Sono estremamente preoccupato per quello che può succedere con l’estate, e con me tanti altri autisti».

Qual è il problema?

«Facciamo servizio su una flotta troppo vecchia: il bus incendiato a Palagano è del 2004, acquistato usato da Seta (da Piacenza) e ceduto a Saca, quello andato a fuoco venerdì a Modena fu acquistato usato dalla Svezia. Se dalla Svezia ci vendono il vecchio per comprare il nuovo, una ragione ci sarà. O no? L’età dei mezzi porta inevitabilmente problemi. Giovedì abbiamo registrato anche l’improvvisa apertura di un portellone laterale del bagagliaio in un bus che girava in città: poteva colpire un pedone, una bici, una moto… Finora siamo stati molto fortunati. Ma sta salendo la tensione in chi guida: a quelle quotidiane del traffico ora si aggiungono le preoccupazioni di non riuscire ad arrivare a sera col mezzo».

Cosa si può fare?

«La soluzione è ovviamente quella di comprare dei bus nuovi, ma servono le risorse. Quello che si può fare nell’immediato è avviare un piano straordinario di manutenzioni, approfittando del fatto che a giugno finiranno le scuole e si ridurranno le corse. Ma spesso in concomitanza i meccanici dell’officina vanno in ferie, e così non si possono fare grandi interventi. Sarebbe utile però almeno la manutenzione leggera, e ci potrebbero mettere mano anche gli autisti, che sono un po’ più liberi. Cose come lavare le stufette del riscaldamento, pulire i radiatori, controllare i pannelli e così via possono farle anche loro. Una volta lo facevano abitualmente, poi da qualche anno l’azienda ha deciso di affidare gli interventi solo ai meccanici. Che però non sono tanti, e arrivano dove possono. E guarda caso, da quando gli autisti non fanno più queste cose sono iniziati i problemi grossi».

Non si può riparlarne?

«Lo faremmo volentieri, credo che molti autisti sarebbero disponibili a fare questo anziché essere mandati in ferie in anticipo. Ma purtroppo l’azienda non coinvolge le organizzazioni sindacali su questi aspetti. Così come non siamo stati coinvolti nell’organizzazione del turno notturno, in imminente avvio. Tutto tace, e oltre al silenzio di Seta c’è il silenzio tombale della politica, che non dice una parola dopo questi incidenti. Vorrei ricordare che sui bus viaggiano in gran parte giovani e giovanissimi».

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