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Modena Angelica Polmonari sarà la presidente di Arcigay «Serve ancora più unità»

MODENA Classe 1992, donna e lesbica, Angelica Polmonari sarà la prossima presidente di Arcigay Matthew Shepard. La carica sarà ufficializzata questo sabato in occasione del Congresso territoriale dell’associazione che avrà luogo presso Roots a partire dalle 19.

Cosa l’ha spinta a candidarsi?


«I miei compagni e le mie compagne di direttivo e questo è un grande riconoscimento del lavoro di questi anni a fianco di Elisa Fraulini, che sarà la vicepresidente. Insieme abbiamo messo in rete tutte le persone del direttivo, rafforzando la cultura del team work. Oggi l’approccio di Arcigay alla progettazione e realizzazione di iniziative è molto più corale».

I suoi obiettivi?

«Essere più attivi sul fronte europeo e internazionale. Tra l’altro, internamente abbiamo già un nostro comparto progettazione. Il 6 maggio 2022 sono stata eletta presidente del Comitato Direttivo della Donne di ILGA World e questo a livello italiano mi rende la prima persona under 30, donna e lesbica in Arcigay ad avere un ruolo internazionale. Non che prima di me non ci siano state persone competenti ma diciamo che storicamente lo sguardo dell’associazione è sempre stato focalizzato sul territorio. Io credo invece sia molto importante espandere gli orizzonti. Un altro sogno mio e di Elisa è che un domani non esistano più dei gruppi operativi settari in associazione – quali il Gruppo Donne, il Gruppo Giovani, il Gruppo T.a(Mo), ovvero il Gruppo Trans e Non Binario - ma che possa esserci un'unica Arcigay».

Da quante nuove persone è contattata l’associazione ogni anno?

«Circa 150. Ogni settimana riceviamo 3-4 manifestazioni d’interesse e molte stanno arrivando dalla provincia».

Quanti i volontari?

«Negli ultimi anni abbiamo registrato una flessione per quanto riguarda il comparto maschile, che tradizionalmente in Arcigay Modena era il più numeroso. Nel Gruppo Donne ad oggi ci sono 40 volontarie attive ma se guardiamo al totale – considerando anche Agedo, che riunisce genitori e amici di persone LGBTQIA+ e transgender – arriviamo a un centinaio».

Ci sono anche volontari che non appartengono alla comunità?

«Persone eterosessuali o che non si definiscono all’interno della comunità ci sono ma rappresentano una piccola “fetta”. Al Modena Pride del 2019 abbiamo visto però una partecipazione massiccia di persone eterosessuali e il nostro obiettivo è quello di inglobarne sempre di più. Questo, per fare un esempio, è il motivo per cui l’iniziativa sul tema della “cancel culture” di questa sera (ieri, per chi legge) l’abbiamo ideata con Black Lives Matter Modena. Non è un caso che, da quando Elisa e io siamo in associazione, Arcigay si è aperta, sempre di più, alla collaborazione con tantissime realtà non di categoria come questa: vogliamo arrivare a più persone possibili».

Parliamo di “cancel culture”. Cosa vuol dire davvero “cancellare”?

«Facendo riferimento alla nostra comunità “cancellare” vuol dire minimizzare le istanze, i bisogni, le specificità di uno più segmenti della comunità. Nella stessa storia di Arcigay Modena, che è nata nel 2000, per arrivare ad avere un Gruppo Donne funzionante abbiamo dovuto attendere fino al 2018. Le istanze della frangia femminile, transgender e non binaria sono state a lungo invisibili. Come Arcigay Modena del futuro ci proponiamo di valorizzare le istanze “dal basso” di tutte le frange affinché nessuna identità e soggettività si senta esclusa».



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