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Modena Duecento famiglie in ostaggio di un cantiere abbandonato

Lavori mai finiti, garage non consegnati e balconi usati come deposito

MODENA Duecento famiglie ostaggio di un cantiere mai terminato. Situazioni di pericolo per i bambini. Condizioni igieniche al limite della decenza con topi che passano nel cortile. Spaccio.

È gravissima la situazione di quattro palazzi di via Cerretti alla Crocetta dove il cantiere di riqualificazione da mesi risulta abbandonato, con l’azienda edile responsabile sparita nel nulla.


Siamo dietro al Parco XXII aprile ed è qui che nel novembre del 2020 iniziano i lavori agli edifici grazie al bonus statale del 110%.



Tutto sembra filare liscio, la ditta incaricata procede. I problemi arrivano a gennaio 2022 quando ormai sembra quasi tutto terminato: gli operai spariscono. Dapprima sembra una piccola pausa. Poi gli inquilini si rendono conto di essere stati abbandonati a se stessi.

«Hanno terminato i garage – spiega uno dei residenti – eppure nessuno ce li ha consegnati e quindi siamo impossibilitati a usarli. Siamo costretti ad accatastare tutto sui balconi».

E dunque sui terrazzini c’è di tutto, da materassi a vestiti ad alimenti, come se fossero magazzini. Ora con il caldo la situazione è diventata invivibile.


Non solo. Chi ha le biciclette non può sistemarle in garage e quindi è costretto a trasportarle in casa, non solo occupando spazio nell’appartamento ma anche rovinando gli ascensori che sono nuovi. Lasciarle nel cortile non è molto indicato perché la microcriminalità è tornata a farsi sentire e il rischio di vedersele rubare è alto: «Da un paio di mesi è ripartito lo spaccio qua sotto e dunque c’è anche un problema di sicurezza».

Sicurezza che è anche per i bambini. Gli spazi comuni nei cortili sono lasciati allo stato “grezzo”. Dunque buche, sassi, reti arancioni, inferriate mobili e i più piccoli quando scendono per giocare si ritrovano in una situazione di potenziale pericolo per la propria incolumità.



«Nel cortile hanno lasciato delle voragini pericolose», specifica un altro inquilino che poi torna sullo spaccio: «Le forze dell’ordine adesso hanno iniziato a presidiare un po’ la zona del parco XXII aprile e gli spacciatori allora si mettono molto vicino alle case per non farsi beccare. E nei garage che noi non possiamo usare vengono a dormire senzatetto e altri sbandati: è inaccettabile».

E l’amministratore dei condomini? Se fino a qualche mese fa rispondeva al telefono «adesso non si fa nemmeno più trovare», ripetono i residenti.

Al contrario la società Abaco che ha sede a Roma e che gestisce i palazzi al telefono risponde tentando di prendere tempo ma di fatto senza risolvere la situazione.

Il caso era già esploso a marzo in un articolo della Gazzetta e in effetti qualcosa si era mosso: «Prima dell’articolo non avevamo nemmeno le cassette della posta. Dopo l’uscita sul giornale la ditta incaricata è venuta le ha montate». Ma da lì in avanti nessuno si è più fatto vivo.

Il cartello dei lavori indica come termine il gennaio 2022, un’utopia dato che siamo a fine maggio e tutta l’area sembra un cantiere a cielo aperto.

«Ci auguriamo che qualcuno possa aiutarci – proseguono le famiglie – non possiamo continuare ad avere tutto accatastato nei balconi, cortili che sembrano un campo minato soprattutto adesso che inizia la stagione più calda. Ci appelliamo anche al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e al Comune, sperando che possano fungere da intermediari per sbloccare la situazione e riconsegnarci una vita normale».

Basterebbe poco: consegnare i garage agli inquilini in modo da liberare i balconi e rendere agibili i cortili, liberando tutta l’area dalle rimanenze del cantiere. l