Contenuto riservato agli abbonati

Modena Lara Luppi, cantante, cerca un pianista: «Vitto e alloggio se suoni per me»

Luppi è un’interprete di swing: «Metto a disposizione la mia casa sull’albero»

MODENA «A.A.A. Offresi vitto e alloggio in country house con piscina, maneggio e aperitivi serali a pianista o chitarrista jazz. P.S. Possibilità di dormire lontano da umidità e zanzare in originale casa sull’albero».

Questo, testuale, il post pubblicato sulla sua pagina Facebook d’artista dalla modenese Lara Luppi, nota cantante e interprete jazz. Non capita tutti i giorni di ricevere una proposta come questa, soprattutto a musicisti cui viene reso noto che possono, tra l’altro, contare su un pianoforte Steinway verticale e che, in cambio dell’esecuzione di brani, «al momento per lo più accompagnati da cani ululanti», avranno in premio vitto e alloggio. In una (più che originale) casa sull’albero.



Lara, un’idea bizzarra, come le è venuta ?

«Ho scritto questo post di getto, in modo scherzosamente provocatorio. Il messaggio però nasce da una necessità vera. Durante la pandemia i musicisti, come gli altri artisti, non hanno potuto esibirsi. Un momento lunghissimo che a me è servito per riflettere. Ho capito che, dopo la parentesi professionale degli ultimi vent’anni, durante i quali mi sono dedicata in modo particolare allo swing – un genere che pur facendo parte del jazz ha un approccio più leggero, immediato e spontaneo – volevo studiare, riprendere, in un certo senso, da dove ho cominciato. Ma studiare da soli non è semplicissimo, e senza un musicista che ti accompagni, un po’ frustrante. Così mi è venuta l’idea del post. E l’ho pubblicato».



Qualcuno ha risposto?

«Una quarantina di persone solo nelle prime ventiquattro ore. Fra tanti amici che mi hanno manifestato il loro stupore, anche qualcuno interessato all’offerta».

Dove si trova questa location fiabesca, con annessa casa sull’albero?

«A Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio dove mi sono trasferita. Abbiamo appena inaugurato al casa sull’albero, venti metri quadrati sospesi in mezzo al bosco, un living affascinante e molto funzionale con annessa carrucola per portare su e giù ciò che può servire. L’ha costruita un vero e proprio artigiano e artista del posto, Paolo Panarari».



Facciamo un passo indietro. Come è cominciata la sua avventura di cantante?

«Ho sempre avuto la passione del canto e ho sempre cantato. Nel 1986 frequentavo il Wienna e Rigo Righetti – che poi sarebbe diventato il bassista di Ligabue per 15 anni – pensando che avessi già una esperienza significativa sul palco, mi ha affidato quattro serate della programmazione del locale. Ho accettato senza sapere come le avrei affrontate, senza un pianista, perché non ce l’avevo. Poi ho incontrato Lucio Bruni, già allora uno dei migliori pianisti jazz della scena musicale italiana, e da lì tutto è cominciato».

Lei si esibisce in solo o accompagnata da gruppi, da più di trent’anni, fra jazz, swing e classici anni ’40 quali sono i prossimi progetti?

«Innanzi tutto studiare, migliorarmi, approfondire il mio background degli esordi che trentacinque anni fa non ho affrontato in modo rigoroso, guidata da una passione insopprimibile, ascoltando molta musica, frequentando musicisti eccezionali, facendo tesoro di ciascuna esperienza e dei molti insegnamenti che i miei compagni di viaggio via via mi hanno lasciato».

Produzioni recenti?

«Ho inciso un disco a febbraio e sto riprendendo a cantare dal vivo. Il 23 giugno sarò allo spazio Gerra per una serata organizzata dal Comune di Reggio con il l Day Dream Quartet, formato da me alla voce, Luca Filastro al pianoforte, Aldo Zunino al contrabasso, Emanuele Zappia alla batteria, musicisti di tre diverse generazioni dotati una sensibilità eccezionale, una formazione ideale per tornare al jazz delle mie origini senza dimenticare tutto lo swing che mi ha cullato in questi anni. Sempre con loro sarò poi il 24 giugno in un locale jazz in provincia di Ferrara». l