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Modena Maria Teresa ed Emanuele: sposi nella vita, missionari nel mondo «Si va in Madagascar»

Stasera alle 20.30 in San Faustino e poi in Duomo, durante la veglia di Pentecoste, riceveranno dal vescovo Erio Castellucci il mandato missionario. «Dopo aver deciso di sposarci abbiamo scelto di partire - rompe il ghiaccio Emanuele -, da ottobre scorso ci stiamo preparando e adesso, dopo esserci dimessi dai rispettivi lavori a Pasqua, siamo pronti».

MODENA Maria Teresa Gambigliani Zoccoli ed Emanuele Barani, meno di mezzo secolo in due, sono in partenza per il Madagascar e, più in particolare, per il villaggio di Ampasimanjeva dove rimarranno almeno un anno. I due giovani, della parrocchia modenese di San Faustino, si sono già sposati e ora hanno fatto questa scelta molto forte, di andare in missione nella grande isola africana grazie al percorso fatto con Missio Modena (il centro missionario dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola) e partiranno il 18 giugno.

Stasera alle 20.30 in San Faustino e poi in Duomo, durante la veglia di Pentecoste, riceveranno dal vescovo Erio Castellucci il mandato missionario. «Dopo aver deciso di sposarci abbiamo scelto di partire - rompe il ghiaccio Emanuele -, da ottobre scorso ci stiamo preparando e adesso, dopo esserci dimessi dai rispettivi lavori a Pasqua, siamo pronti».


I due giovani modenesi andranno presso la Casa della Carità, fondata da don Mario Prandi, che è a servizio dei pazienti del limitrofo ospedale, che è di proprietà della locale diocesi malgascia ma che è concretamente sostenuto dalla diocesi di Reggio. La motivazione del viaggio è nelle parole di Emanuele e Maria Teresa: «Nel 2014, andato in Ciad un mese per la prima volta e la mia vita è cambiata – sottolinea lui -, ho poi fatto un percorso con Mismo e entrato anche nell’equipe di lavoro. Con Maria Teresa ci siamo conosciuti l’anno dopo e pian piano anche lei è stata assorbita da questo percorso e nel 2018 siamo tornati in Ciad insieme. Quando abbiamo deciso di sposarci la domanda di andare in missione per un periodo lungo è nata insieme. Cosa ci ha spinto? Sono stati i tanti testimoni che abbiamo sentito, vedere la gioia nei loro occhi è stato forte, ci siamo chiesti cosa hanno visto quegli occhi per essere così felici?».

«La spinta è stata anche la sfida di metterci in cammino e in gioco come coppia – fa eco lei -, di fare una scommessa come famiglia. Andiamo con la speranza di imparare uno stile di vita più semplice e aperto, uno stile che speriamo di portarci a casa. Andremo accolti in questa Casa della Carità dove le suore non hanno ospiti fissi, la loro missione è prendersi cura dei pazienti dell’ospedale e le accompagneremo in queste mansioni. Io sono una fisioterapista e lavorerò nell’ospedale per la riabilitazione dei degenti al mattino, mentre al pomeriggio con sarò le suore». Emanuele, invece, al mattino lavorerà come manutentore per le esigenze dell’ospedale, e al pomeriggio starà con le suore insieme alla sposa. Il finale è su cosa mancherà e su quali timori a pochi giorni dalla partenza. Maria Teresa spiega: «È un tuffo nel vuoto: è la prima volta che entrambi facciamo un’esperienza lunga. Ma ci tuffiamo volentieri. Ci mancheranno nostre famiglie e nostri amici, e siamo pronti ad accogliere chi vorrà venirci a trovare». «Cosa mancherà? – si chiede Emanuele -. Beh, sicuramente anche il gnocco fritto…». l