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Maranello. «Addio Noemi ti rivedremo nelle meraviglie della natura»

Il funerale della 12enne scomparsa giovedì In centinaia per l'ultimo saluto

Maranello C’erano gli scout, i compagni di scuola, gli amici di sempre e quelli nuovi a salutare Noemi Spina, la 12enne di Maranello scomparsa giovedì a causa di una malattia.

E i parenti, che si sono stretti attorno ai genitori Rosita e Alessandro, e al fratello maggiore Roberto, arrivati insieme al feretro della piccola. Un guerriera, questo era Noemi. «Nelle meraviglie della natura, noi ti rivedremo», ha letto un’amica della bimba in chiesa durante il rito funebre.

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La chiesa piena di persone, almeno trecento, che alla fine della cerimonia hanno fatto volare decine di palloncini bianchi con messaggi indirizzati alla bambina.

C’era commozione come è normale e giusto davanti a tragedie come questa, ma da dietro le mascherine si è scorto anche qualche sorriso tra chi, in attesa, scambiava qualche ricordo della piccola. «Quanta vitalità aveva Noemi!», il parroco di Maranello don Marco Bonfatti ha invitato i presenti a un minuto di silenzio durante l’omelia. «Stiamo in silenzio – ha detto – affinché ognuno di voi possa recuperare frammenti di questa storia insieme». La storia di Noemi non è stata lunga, ma certamente è stata intensa.

Noemi era nel gruppo scout locale e i suoi compagni di avventura l’hanno ringraziata per il percorso intrapreso insieme: «In questi anni ci siamo divertiti tanto. Purtroppo sei andata via troppo presto. Hai vissuto combattendo, sarai sempre un esempio per noi». Il coraggio della 12enne è stato ricordato più volte nel corso del funerale, a dimostrazione di come la bambina riuscisse a trasmettere la propria forza a chiunque la circondasse.

Così piccola, già esempio di vita per tanti: «Grazie per averci scelto come tuoi compagni – così dalla scuola Galileo Galilei – per averci insegnato ad apprezzare la vita in tutte le sue piccole cose». Il parroco ha cercato di trovare le parole per confortare la famiglia della bambina, compito arduo di fronte ad una tragedia del genere.

«Noemi – ha esordito – era una persona che sapeva volere bene e che sapeva farsi volere bene. Quanta vitalità aveva. Adesso penso a voi – ha continuato rivolgendosi alla mamma Rosita, al papà Alessandro e al fratello Roberto – Noemi ha lottato il più possibile e voi avete fatto quello che potevate, fino all’ultimo respiro».

«Il vero punto – ha continuato – non è la morte di Noemi. Ma è: cosa facciamo della vita di Noemi? Averla conosciuta è stato un dono o una sciagura? La vera questione è cosa vogliamo fare della sua vita che c’è in noi e che rimane dentro di noi».

Noemi, come raccontato dai genitori, amava moltissimo leggere e il suo libro preferito era “Il piccolo principe”. Tra i numerosi interventi, c’è chi ha letto uno stralcio di un altro libro, “Oscar e la dama in rosa” che racconta gli ultimi giorni di vita di un bambino malato terminale; giorni resi “speciali” da una volontaria dell’ospedale. «Non avremo più la possibilità di fare un giro sulle giostre – così commossa un’amica – o di sentire i tuoi racconti sui libri che leggevi».

«Ci è venuto in mente – così si è chiusa una lettera – che in questo periodo i campi sono pieni di colori bellissimi: nelle meraviglie della natura, noi ti rivedremo».l