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La firma di C.M.S. sui più sofisticati impianti industriali

Elena Salda al vertice dell'azienda C.M.S. di Marano

L’azienda di Marano è guidata da Elena Salda e ha 175 dipendenti con 32 milioni di fatturato 



Correva il 10 aprile 1975 quando Luciano Salda con i due soci Giordano Migliori e Sergio Cassanelli fondò a Vignola C.M.S, società in nome collettivo con un capitale di un milione di lire.


Nata come piccola azienda di montaggio, C.M.S. (il nome significa Costruzioni Meccaniche Salda) ben presto allargò lo sguardo, investì in macchine utensili e divenne nel 1980 una società per azioni.

Con una attitudine all’impegno sociale e alla condivisione dei valori etici, uniti alla responsabilità sociale e ambientale che ne fa un’azienda profondamente radica nel territorio che la circonda. Attualmente C.M.S, che ha sede a Marano (e altre quattro unità operative) ha circa 175 dipendenti e un fatturato annuo di 32 milioni di euro. Dalla progettazione all'ingegnerizzazione, produzione, assemblaggio e collaudo C.M.S. è in grado di offrire ai propri clienti un ciclo completo, con un alto grado di innovazione. I principali settori nei quali opera sono il food processing e il packaging alimentare e farmaceutico.

Nel corso degli anni l’azienda ha ottenuto tutte le certificazioni più importanti, quali ISO 9001, ISO 14001, UNI EN-ISO 3834-2, ISO 45001, ISO 22000 ed EcoVadis. A Marano sono presenti reparti specializzati per lavorazione lamiera e taglio laser, tornitura, fresatura, saldatura, centri di lavoro, piegatura tuberia, trattamenti superficiali. Fare meccanica: questo è il cuore pulsante di C.M.S, azienda contoterzista che, con un ampio parco macchine e competenze trasversali, è in grado di realizzare le più sofisticate macchine industriali. Amministratore delegato di C.M.S. oltre che Manager delle risorse umane e della comunicazione è Elena Salda, figlia di Luciano. 49 anni. Salda, donna energica e che ha saputo affrontare le asperità della vita pensando positivo (il suo motto è “Non si indietreggia nemmeno per prendere la rincorsa”) è da sempre impegnata nel supportare i propri dipendenti e la comunità locale. Fin dall’inizio la sua storia di imprenditrice è stata caratterizzata infatti dalla volontà di condividere gli obiettivi e i risultati con tutti i suoi collaboratori, attraverso attività di sostegno e premiazione, ma anche di ascolto e comprensione dei problemi.

Dal 2007 C.M.S. ha un piano di welfare aziendale, denominato Better Factory Better Life. Questo comprende un asilo nido aziendale (inaugurato proprio in quell’anno) chiamato Il paese dei colori (in gestione ad una società specializzata), che fornisce un servizio ad una quarantina di bambini dai 12 ai 36 mesi.

Inoltre, di questo piano fanno parte diverse attività come la Banca Ore e l’orario flessibile e un centro estivo aperto anche ai bambini dei comuni della zona, come peraltro il nido aziendale. Molti investimenti sono poi stati pianificati da C.M.S. negli anni per favorire la formazione dei dipendenti, attraverso la job rotation, la biblioteca aziendale e corsi specifici professionali dedicati ad operai ed impiegati. Periodicamente vengono poi organizzate delle iniziative in azienda con esperti sanitari e visite mediche gratuite. Negli anni scorsi quasi 30 dipendenti hanno deciso di svolgere attività di volontariato, durante l’orario lavorativo, presso alcune associazioni del territorio. C.M.S. ha infine dedicato risorse alla pulizia del Parco fluviale di Marano e ha realizzato e attrezzato un’area giochi, Playwood, aperta a tutti i bambini del luogo. Sempre con l’obiettivo di sostenere la propria comunità, è stato donato all’Ospedale di Vignola, il punto di riferimento sanitario della zona, un’automedica attrezzata per il soccorso avanzato da parte di personale medico e infermieristico e C.M.S. ha contribuito finanziariamente pure alla realizzazione della nuova sede della Pubblica Assistenza di Vignola.

Nel suo quartier generale di Marano ha appena installato infine una colonnina per la ricarica elettrica dei mezzi aziendali. Elena Salda è tra i fondatori modenesi dell’Associazione per la RSI (la Responsabilità Sociale d’Impresa).

«C.M.S. è nata come una piccola società di lavorazioni meccaniche dall’iniziativa di tre giovani volenterosi e coraggiosi che hanno creduto nelle loro capacità. Una realtà che negli anni si è modificata, allargata, si è plasmata alle esigenze del mercato. Negli anni Novanta – spiega Salda, appassionata di arte e cultura - ha cominciato ad aprirsi, a ricercare clienti esteri, ad avere i primi approcci con le multinazionali. Tante le fiere affrontate in semplicità, portando solo alcune foto e i pezzi meccanici di cui eravamo, e ancora, siamo così fieri; tante le trasferte, tante le ore di viaggio in macchina, tanta la fatica per farci conoscere e capire da interlocutori che parlavano una lingua diversa dalla nostra. Oggi lavoriamo in 35 paesi del mondo. Per noi di C.M.S. poi è fondamentale collaborare con le scuole, in particolare con gli istituti tecnici e con la Fondazione Its. Diamo sempre la nostra disponibilità a ospitare i ragazzi per stage o tirocini formativi, apriamo le porte dei nostri stabilimenti produttivi per accogliere le classi in visita. Lo facciamo perché puntiamo molto sui giovani, nelle loro potenzialità ed energie: quando assumiamo un neodiplomato o una neodiplomata investiamo risorse e tempo per la sua formazione. Credere nei giovani significa credere nel futuro.

Lo dice anche mio padre, che è il presidente di C.M.S. ed ha appena festeggiato 80 anni. È un progetto industriale, il nostro, che vogliamo portare avanti con convinzione – afferma con forza e fiduciosa nel futuro Salda - e lo dobbiamo fare, prima di tutto, per le nuove generazioni, il cui futuro dipende dalle nostre scelte di oggi. Solo seguendo questo modo di fare impresa credo sia possibile affermare che un’azienda si possa dire davvero sostenibile nel tempo e di successo».

Salda, che è impegnata da tempo anche in Confindustria Emilia, nel 2012 ha vinto il Premio Bellisario nella categoria Giovani Imprenditrici e nel 2014 il premio di Ernst &Young come Imprenditore dell’anno categoria Family business. «Essere donna e imprenditrice non dovrebbe essere un problema. È necessario – conclude Salda - lavorare sulla cultura del paese affinché vincano i principi della meritocrazia e delle competenze. Persone preparate, motivate e disposte a investire sul proprio futuro sono quelle che dovrebbero ricoprire ruoli importanti, indipendentemente che siano uomini o donne. Il valore non dipende certamente dal genere, ma dalla capacità di esprimere al meglio sé stessi». l