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Dall'Appennino a Modena, violenti temporali:  «Chicchi di grandine come mele» Danni all’agricoltura e alle auto

Una nuova ondata di maltempo: l’Appennino è la zona più colpita Palagano come Frassionro e Montefiorino, lì il primo cittadino è Maurizio Paladini: «Abbiamo registrato danni ai muri che costeggiano le strade, stiamo valutando altre situazioni in giro per il territorio che come sapete è vasto. Domani (oggi, ndr) il quadro sarà certamente più chiaro, arriveranno tutte le segnalazioni da parte dei cittadini. Di certo anche l’impianto fognario di Montefiorino è andato in difficoltà, troppa acqua in poco tempo. E poi c’è la grandine che avrà creato problemi alle coltivazioni».

MODENA. «Chicchi di grandine che quasi sembravano mele...». Poche parole che descrivono al meglio l’ondata di maltempo che nella serata di ieri ha colpito Modena e provincia. In particolare a pagare il conto più salato è stato l’Appennino.

E non a caso quella frase arriva da Fabio Braglia, il sindaco di Palagano. Arriva nei momenti concitati con il primo cittadino impegnato a decifrare danni e disagi nel piccolo paesino della montagna: «Ci sono strade purtroppo coperte di fango, praticamente impercorribili. Qualcuno ha dovuto fare i conti con l’acqua entrata nei locali».



Palagano come Frassionro e Montefiorino, lì il primo cittadino è Maurizio Paladini: «Abbiamo registrato danni ai muri che costeggiano le strade, stiamo valutando altre situazioni in giro per il territorio che come sapete è vasto. Domani (oggi, ndr) il quadro sarà certamente più chiaro, arriveranno tutte le segnalazioni da parte dei cittadini. Di certo anche l’impianto fognario di Montefiorino è andato in difficoltà, troppa acqua in poco tempo. E poi c’è la grandine che avrà creato problemi alle coltivazioni».

Come è successo, per citare uno dei tanti esempio, all’azienda agricola “Il Monte” di Palagano: «Praticamente annientata la coltivazione di grano». A darne notizia la Coldiretti Modena che quindi aggiunge: «Distrutta buona parte della produzione, il tutto proprio a pochi giorni dalla raccolta. Inoltre si contano gravi danni alle strutture con il capannone completamente allagato».



E sempre restando in paese, a Palagano, parola ancora al sindaco Braglia: «Abbiamo dovuto intervenire su delle strade, tra l’altro quelle che avevamo appena sistemato dopo la passata ondata di maltempo arrivata nei giorni scorsi».

Nel frattempo si sprecano le chiamate ai vigili del fuoco, sono decine su decine. Le richieste quelle purtroppo scontate in questi momenti di emergenza: alberi che cedono, rami pericolanti o in mezzo alla carreggiata. Senza dimenticare gli allagamenti. Succede anche in pianura, non solo in montagna. Insomma, interventi vari per gli operatori chiamati a un lavoro extra per tutta la durata della notte.

Oggi, come suggerito dall’esperto Paladini, sarà il momento della conta dei danni. Quelli ai prodotti agricoli, c’è attesa per un punto della situazione da Vignola con le sue ciliegie. Quindi bisognerà fare la conta dei guai alle auto o le case allagate. In Appennino, già dalla tarda serata di ieri, molti cittadini hanno dovuto registrare carrozzerie delle auto visibilmente segnate dopo i colpi subiti. In città, a Modena, minuto dopo minuto, è iniziata la corsa nel portare le vetture al coperto. Comprensibile paura di nuovi danni dopo quanto accaduto solo pochi anni fa.

Lo stesso avevano fatto anche nella zona della così detta valle Panaro. Pure lì, tra Marano e la già ampiamente citata Vignola, la grandine e l’acqua si sono fatte sentire. E soprattutto è stata proprio la grandine comunque non caduta così copiosa e massiccia come invece in altre zone dell’Appennino.l

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